nel frattempo Buon Natale!
venerdì 24 dicembre 2010
Prometto...
nel frattempo Buon Natale!
domenica 19 dicembre 2010
Poscia, più che il gelo potè la bonaccia
sono le 12:45 quando scatto la foto, immaginate voi...ma siccome io sono un marinaio d'altritempi e probabilmente ho un antenato finnico, non mi lascio intimorire: prendo la sacca con la muta, uno sguado veloce al pennone con le bandiere e...
lunedì 13 dicembre 2010
Domenica resinosa
- Sabato mattina mi sveglio bel bello con l’intento di resinare tutto il resinabile, ma ecco che imponderabili impegni mi trattengono. Ho appuntamento con la mia dolce metà per fare colazione: ok, un bel caffettino, due coccole e via a resinar!
- Sabato mattina un’ora e mezza dopo sono alla ricerca di una stamperia digitale convinto dalla necessità dell’impegno da una profusione di coccole. Vabbè, dai stampiamo ‘ste quattro cose e poi a resinare, che è quasi mezzogiorno ed è l’ora ideale per temperatura e umidità. Tra l’altro la cazzo di stamperia è pure chiusa.
- Sabato appena prima di pranzo, ore 14:20 : non ho ancora messo mano alla barca, e inizio a dare alcuni insospettabili e impercettibili segni di nervosismo, mia madre mi chiede perché stia facendo il tiro a piattello con dei cuccioli di foca.
- Sabato appena dopo pranzo scappo finalmente al circolo e mi ingegno con una serie di stratagemmi astutissimi per tappare con uno strato provvisorio che sosterrà il definitivo in vetroresina. Lo stratagemma consiste in un pannellino infilato da dentro il tappo di’ispezione e ivi avvitato con le vitine che prima tenevano la bussola, il pannellino è ricoperto di peel ply. Per mettere in posizione i due pannelli ci ho messo tre ore e mezza di contorsionismi. Già che ci sto carteggio un po’ a destra e a manca. Vado via che è buio, fa freddo e ho i cuccioli di foca sulla coscienza. Domani mi redimerò svegliandomi prestillimo e lavorando sodo tutto il giorno, tiè!
- Domenica: sveglia ancora più tardillimo, colazione luculliana e quando sto per uscire direzione porto vengo catturato al lazo dalla mia fidanzatina. Fino alle 12 nisba.
- Domenica ora di pranzo: finalmente per intercessione di Gesù, Buddha e Spongebob riesco a piazzarmi al porto con tutto il necessario e inizio a resinare, salto il pranzo (stufato di foca…ehm…) e continuo a resinare: 4 strati per lato, peel ply e plastichino copritutto per evitare di sporcare in giro
Io prego Gesù, Buddha e SpongeBob contemporanemanete: non c'è tempo per essere schizzinosi.
- Domenica pomeriggio: tanto per cambiare vado via che è quasi buio, sono stanco, brutto, affamato e appiccicaticcio. Torno a casa per un meritato riposo sicuro che nulla potrà rovinare la catalisi del mio operato!
- Domenica pomeriggio tardi: toh inizia a piovere…
- Domenica sera: Corr, perché sbatti ripetutamente la testa contro il muro?
Si si è stato proprio un bel week end.
venerdì 10 dicembre 2010
Piedi per terra
martedì 7 dicembre 2010
Squared quote
via Velablog, via Snipeout[]...ormai in tutta Italia esistono enormi bacini di velisti che, per mancanza di esperienza/conoscenza specifica, semplicemente ignorano il fatto che la vela possa essere una roba che con dei budget risibili puoi andare a divertirti nei week end, facendo a sportellate tra compari di merende, anzichè passare la domenica al freddo a girare manovelle o a spingere draglie su barconi taroccati...[]
lunedì 6 dicembre 2010
1666 grammi
Ma.
Ma il 470 richiedeva da giorni le mie amorevoli cure, e così ho passato la mattinata a smontare le bussole (analogiche, due, pesantissime) e i residui del sistema di carrelli fiocco che ho abolito quel dì i favore dei barber. Ovviamente tali residui, o meglio i controdadi che li tenevano attaccati alla barca, erano nelle più irraggiungibili posizioni di bordo, per un totale di 3 ore e mezza di contorsionismi e irritazioni cutanee.
Risultato: ho tirato via dalla barca ben 1666 grammi di ciccia, dovrò rimetterci qualcosa tra resina e tessuto di vetro, ma alla fine avrò tolto almeno 1.4 kg. Bene! In tutto questo gioco inoltre potrò montare una delle due bussole sul laser, e l’altra va su ebay.
Prossimi step:
- pesare la deriva
- rifare gli stroppi dei trapezi in spectra e regolabili : niente più acciaio!
- Asciugare bene la barca, porse la passo in forno :-D
giovedì 2 dicembre 2010
lunedì 29 novembre 2010
Mmh…giornatona!

Sabato, ultima regata del campionato altura. Le previsioni sono per 4-6 nodi di scirocchetto pigro e novembrino. La verità è una roba indefinita per direzione e intensità da 6 a 18 nodi. È stato toccato il record annuale di cambi vele, nell’ordine:
- leggero (prepartenza)
- medio (prepartenza)
- pesante ma con medio in coperta (prepartenza, india su)
- medio con leggero in coperta (prepartenza, india su)
- pesante (prepartenza, india su)
- medio (con cui siamo partiti)
- durante la poppa rotazione del vento giù spi su leggero (c'era il medio in coperta)
- medio (prepartenza seconda prova)
- pesante con medio in coperta (ma teniamo il leggero a portata di mano)
- pesante e via così ripiegare sottocoperta il medio alla meglio, sia mai che serva (ed è lì, a fine giornata, che capisci l'intima bellezza di un laser con UNA SOLA VELA)
ovviamente ad ogni passaggio dei 13 nodi di reale anche lo spi doveva essere cambiato. Ciò è avvenuto almeno 5 volte…
il tutto per indicare che, nonostante il risultato infimo, io la birretta me la sono meritata! Per la cronaca, siamo stati talmente “bravi” che abbiamo ciccato un arrivo (riduzione di percorso sui generis) quando stavamo andando fortissimo, e siamo andati a spasso per tutta la seconda prova.
Mah, chiudiamo il campionato con due sesti posti un po’ incolori, le classifiche le trovate qui.
venerdì 26 novembre 2010
Statistiche di fine anno - 470
- Solo 9 giorni di regata di cui 4 a Formia, l’unica trasferta dell’anno. L’anno scorso sempre 9 giorni di regata, con 4 giorni fuori. La cose non sono migliorate da questo punto di vista.
16 prove fatte, di cui 8 vinte. Le altre sono un secondo e gli imbarazzanti over 45 del CICO - 57 strambate in regata
- 1 h 22’ di planata complessivi in regata
- Un paio di potenziali 470isti sottratti al lato oscuro della forza
- 2 stecche perse in mare (ma vaff…)
- Un tangone perso in mare (epporcatroia!)
- 173.5 smadonnamenti assortiti in uscita di manovra per i seguenti motivi: dolore al ginocchio (96), maniglia sui denti (7), ammainate in acqua (2), strappi sulle vele (2),scotta nuova scivolosa (9), virata&scuffia senza preavviso (0.5: metà del cristone si è perso sott’acqua), copertura degli avversari (15), ed infine con vento forte per motivi coreografici (44). Fuori classifica la recente dipartita del costosissimo e amato tangone.

Appena mi sgonfio rinizio ad allenarmi, che in queste condizioni non entro neanche nella muta…
Un'altra gnocca ritoccata, messa qui per aumentare i contatti giornalieri
mercoledì 24 novembre 2010
Estrema e timonesca leggiadria
lunedì 22 novembre 2010
Obiettivo raggiunto!
Decisiva la scelta tattica di affrontare il laschetto d’arrivo sotto spi:
EUROTIMONIERE: vento in rotazione, 2 lunghezze alla boa, prepariamo l’ammaina
ZONALPRODIERE: aspetta, visto gavitello di arrivo, direi che strambiamo e punti ben al centro della linea , ci entriamo di spi facile
ET: sicuro? Non conviene puntare in boa? E se ammainiamo?
ZP: niente ammaina, punta in barca: ho visto che c’è il fotografo e ho bisogno di aggiornare il layout del blog, l’hai visto che figo quello di Giulia Tobia? E quello di Giulia Conti?
ET: a beh allora…aspetta che mi aggiusto la bandana…
Per essere sicuri abbiamo tagliato l’arrivo 6 volte, provando a variare le impostazioni della macchinetta.
Per la cronaca, che troverete sul solito sito LNI e sul sito federale, abbiamo vinto la ranking zonale scartando un 2, dietro di noi il coach Azzariti, che ieri correva con la barchetta nuova. Il due è accaduto perché da bravi sboroni abbiamo dato spi con garbino rafficoso e siamo partiti in straorza+scuffia un attimo prima dell’ammaina. Ovviamente dopo aver sganciato il tangone ma prima di averlo riposto sotto la paratia, risultato: adesso il tangone riposa in pace nel fondo del mare.
Ad ogni modo tangone a parte, giornata strepitosa con vento degno di tal nome e planate spettacolari!

eccoci qui, con la barca nuova per la prossima campagna olimpica...si si adesso mi sgonfio!
venerdì 19 novembre 2010
La qualità più importante

Per me il prodiere non deve essere particolarmente bravo (be’ insomma neanche un cane sia chiaro) o tatticamente superiore, anche se farebbe comodo. Per me la cosa più importante è che deve darmi fiducia. Io devo stare lì e timonare, senza preoccuparmi che il prodiere possa farsi male in manovra o non essere in grado di fare un lavoro perché il gioco si fa duro e la paura ti blocca il cervello. Se timoni pensando a cosa combina il prodiere allora non stai timonando, è semplice.
Ecco.
Il prodiere ideale è una persona di cui fidarsi, al 100%. Una persona di cui, a furia di manovrare, conosci ogni possibile reazione, come un estensione muscolare di te stesso. Tu pensi di orzare e lui si stende.
Il timoniere ideale, oltre ad essere dotato di una sovrannaturale capacità di concentrazione, deve ispirare fiducia nel prodiere. Il prodiere non deve pensare “oh, io vado fuori e mi appendo, ma tu non mi buttare in acqua” se si va di questo passo avviene un penoso dentro-fuori con la barca che rolla e la randa che non va mai a segno. Penoso appunto. Il pensiero giusto è”vado fuori per tenere la barca piatta, lui sa fare il suo lavoro.”
E poi c’è la barca, che ha il suo peso. Non riuscirei mai a tirare il collo ad una barca di cui non mi fido. La paura di tirare giù il palo, o di spaccare tutto sarebbe troppo grande. Il giorno che smetti di fidarti della tua barca vendila di corsa, non fa più per te. Ecco perché il tempo passato a terra è così importate. La gente ride quando controllo e ricontrollo tutto periodicamente, prende per il culo quando per l’ennesima volta smonto tutto per la manutenzione periodica. Che ridano, io resto dell’idea che tutte quelle ore costruiscono la mia fiducia nella barca, e che la sfortuna non esiste, la sfortuna è solo mancanza di manutenzione.
Alla fine tutto questo sport si riduce ad un castello di fiducia, negli uomini, nei mezzi in e te stesso.
mercoledì 17 novembre 2010
So long Lila
lunedì 15 novembre 2010
Weekend ottimista
Sabato sono stato impegnato nell’assistenza di una regata optimist, la coppa AICO, e quindi ho fatto il gommonauta, in tre sul gommone del controstarter: Il motorista, l’UDR e il salpancore. Indovinate io chi ero? Tutto molto bello, i bambinetti che van per mare, le future generazioni, la vela di domani e tutto il resto. Duecento e passa impuberi (altro che Velascuola, queste era veramente una falange armata!!) che secondo me necessiterebbero una bella raddrizzata. Come detto vento zero, si stava lì sul mare come optimist d’autunno. Ad un certo punto intorno alla barca giuria parte una forma di protesta da parte dei regatanti per motivi ignoti, i bambinetti si sono messi a fare casino con i fischietti.Tutti.
Io, che per abitudine ringrazio il CDR all’arrivo, non capisco. Se ci mettiamo a protestare con l’arbitro che differenza c’è tra un velista e un calciatore di serie C2? Di un genitore incazzoso di un calciatore che gioca in eccellenza?
Ho sempre creduto che gli UDR sono sacri, magari incapaci, ma sacri, fosse solo che mentre io mi diverto loro lavorano non pagati, di domenica. Non esiste al mondo che si possa far un casino tale. Giustamente il CDR ha salpato e rientrato in porto, con mezz’ora di anticipo sull’orario limite.
Se io fossi stato l’allenatore di quei ragazzini gli avrei fatto una bella cazziata, altro che “so ragazzi!”
Domenica sono stato impegnato col pranzo parentale per cui non prestato la mia opera di salpancora, così nel pomeriggio mi sono ritagliato un paio d’orette di manutenzione. Mi sono dedicato al laserino, che aspettava da quel dì il suo bozzello nuovo per il boma, e già che c’ero ho messo il passascotte in tessuto togliendo il ponticello d’acciaio: mai più craniate dolorose in virata! Indi ho sostituito le ruote al carrello di alaggio (con moderato scojonamento, visto che c’era la barca su e con una mano facevo il crik e con l’altro cambiavo le ruote, comunque sempre meglio dei pit stop ferrari…). Alla fine mi sono dedicato all’ammiraglia della flotta. Tempo fa avevo deciso di installare un tappino di scolo sul longherone centrale a poppa, per far arieggiare meglio. ieri l’ho fatto, e ho scoperto che il detto longherone è riempito di schiuma, non credo che servirà a molto...vabbè ora comunque è li.
Comunque, schiuma o no, domani carichiamo la barca che domenica prossima c’è l’ultima regata del campionato zonale, finalmente si torna in acqua!
Strane richieste in "redazione"…
Per inciso fino ad ora il mio unico contatto con le suddette giulie è avvenuto al CICO, quando appena dopo un giro di boa eravamo a soli 5-6 metri di distanza. Io le vedo, e dico all’eurotimoniere: “quelle lì hanno fatto Istanbul, o noi stiamo facendo la prova della vita o loro stanno regatando di merda. adesso ci attacchiamo al loro culo e non molliamole per un attimo”
Ovviamente, loro stavano facendo il loro scarto.
giovedì 11 novembre 2010
Confusione naval-terminologica
Anonimo ha detto...
E bravo il Corradone!!! Sei stato sulla Nave che è il nostro orgoglio. Pensa che per 103 giorni (estate 1985)
ci ho vissuto sopra anch'io. Qualche commento:
- hai visto che bitta lucente? indovina chi la lucida? E tutti quegli altri ottoni che vedevi un po' dovunque?
- hai idea come vengano trasmessi gli ordini per la regolazione delle vele dalla plancia alle sezioni ed ai pennoni? E tu pensi che i vari Torben Grael & Co. saprebbero capire quel "linguaggio in codice"?
- la tua voce marinaresca dovrebbe sapere che non esiste la "gabbia di mezzana" ma esiste la contro mezzana fissa e la contro mezzana volante
- il Guardiamarina che imbroglia il parrocchetto??? Tut ... tut.....
- "regia marina militare"? Tsk ... tsk
- ma oltre a rimanere basito in cerca delle manovre corrette, dopo averle trovate, come pensavi di serrarle: da solo? senza il fedele winch??? E senza passare una bozza prima di mollarle dalle caviglie????????
- Li hai visti i bastingaggi?
- Sei sceso sotto nei locali della prima o della seconda squadra?
- Sai perchè bonariamente la Nave la chiamavamo anche ... "Vespauschwitz"?
Poi ho cercato “gabbia”, e inizia ad avere un senso: così è più facile serrare il parrocchetto!
Le mie risposte:
- I poveri marinaretti di bianco vestito…e quindi anche tu nel lontano 1985
- So che si usa un fischietto, in mano al Nostromo. Credo che un simpatico scherzo per i nuovi arrivati consista nell’usare un fischietto per cani a ultrasuoni… E no, sono sicuro che neanche Torben ci capirebbe nulla, ammiriamo il nostrano Straulino anche per questo! (alla faccia della multilateralità federale)
- Supercazzola! E la cosa che mi stupisce e che tu te le ricordi ancora…103 giorni che ti hanno segnato, vero?
- Super-suercazzola!
- Antani, come fosse una gabbia volante terzarolata a destra?
- Ti poni queste domande dopo avermi visto al trapezio con millemila nodi? Le mie risorse sono inaspettate e insospettabili, bozza o non bozza!
- Bastingaggio lo dici a qualcun altro!! Sgrunt! Io sono una persona per bene!
- purtroppo no. Noi gente pev bene veniamo invitati solo il quadvato degli ufficiali supeviori…Ma voci di corridoio narrano di amache misura criceto per i comuni mortali
- Suppongo per gli ampi spazi vitali concessi agli allievi di prima e seconda classe, del tipo: ”ah, in questo gavone lungo la murata altresì noto come bastingaggio riponete le vostre amache ripiegate?” “No quelli sono gli alloggi”
Delle caviglie: e qui finalmente ci siamo. Sono convinto che ogni marinaio che si rispetti lascia perdere il parrocchetto e la gabbia quando le vede!
lunedì 8 novembre 2010
No wind, no race
La storia è questa:
IO: Amorino, mi si sta scucendo il pantalone della cerata, mica puoi prestarmi il tuo?
AMORINO: eh? cosa? Io possiedo una cerata?
I: ma si, te lo regalò tuo padre sull’onda dell’entusiasmo quando nel 2005 uscisti con lui in barca per due domeniche di fila! Te lo comprò a Genova a prezzo fiera, ricordi?
A: ahhh, ma non era un costume del Gabibbo quello?
I: no, luce dei miei occhi, è una cerata e anche di buona marca, me la puoi prestare?
A: Oh mio prestante e adorato fidanzato, te la regalo!...sempre che la ritrovo, l’ultima volta che l’ho vista era in soffitta sotto gli addobbi di pasqua del ’94...
I: oh, quale gesto sublime! ma sei sicura? E se poi ti serve?
A: mi hai mai visto in barca con più di 7 nodi e in un giorno che non fosse compreso tra metà maggio e settembre? E se anche fosse indosserei una sciccosissima cerata rosa di hello kitty! Mica ‘sto sacco informe con scritto russel..coutts..e poi chi è ‘sto Russel?
La mia dolce fidanzatina adora i gatti giapponesi macrocefali.
E così Corr ha vinto una cerata nuova di pacca (c’erano ancora i cartellini dal 2005…) in prestito a tempo indeterminato!
Marineria d’altri tempi
L’idea che una nave del genere abbia qualcosa in comune con le barche cui siamo abituati (orzare, poggiare e tutto il resto) fa riflettere. In fondo L’ammiraglio Straulino era uno starista, uno che andava per classi olimpiche uno come Diego Negri, Paul Elvestrom o Zandonà. In tutta onestà, non credo che Torben Grael saprebbe dove mettere le mani per portare una nave del genere fuori dal porto di Taranto…ma erano altri tempi con marinai d’altri tempi, appunto.
Ad un certo punto mentre ero intento a rimuginare su questi argomenti saggi e meravigliosi, una profonda e marinaresca (e immaginaria…ehm…) voce mi distoglie dai miei pensieri:
IO: signorsì! È un onore servire la regia marina militare! Per altro sono stato imbarcato come drizzista sotto il Tenente Simionato, accorro a piede d’albero con marinaresca solerzia!
100 punto a chi scopre qual'è la sartia che deve essere tirata per avere l'albero dritto!
giovedì 4 novembre 2010
Infiltrazioni e gabbiani
ho passato le ultime due settimane a delineare il piano d'azione, e a interrogare internet su precedenti esperienze in merito: ho trovato solo un sito in pakistano che raccontava un esperienza analoga su uno Zef del '69. Potevo andare a spasso invece che ciecarmi su google ed era uguale.
comunque sia giungo dalla mia barchetta di buon mattino, cielo terso e gelido, soprattutto gelido (freddo cane, al circolo ci siamo solo io e Kowalski, il pinguino di Madagascar), armato di:
- resina epoxy (che la poliestere è da barboni, né)
- bustina trasparente di plastica contenente mezzo kg di una polvere bianca fine fine molto sospetta (è polvere di talco a granulometria controllata, né)
- guanti chirurgici anallergici (che ci tengo alle mie mani da pianista sull’oceano, né né)
- nastro isolante (niente da dire, triplo né carpiato, né)
- e i soliti attrezzi che abitano nel mio portabagagli dall'alba dei tempi (hai rotto il cazzo co ‘sti né!)
Per prima cosa ho rimosso tutti i residui di bigbabol (cioè lo stucco pessimo dell'incapace precedente proprietario) con tanta calma, un bisturi e tanto amore. meteo nuvolo e i gabbiani mi guardavano storto. Aspettavano che tirassi i pesci di cui sopra fuori dai gavoni (non avete idea di quanto incuta terrore l’occhio di gabbiano incazzato: ti guarda e capisci che sarai la sua cena, appena gli volti le spalle). Poi ho preparato lo stucco con la resina e l’addensante (la polvere) fino ad ottenere la consistenza desiderata, l’appiccicosità voluta e la necessaria irritazione cutanea (una piccola, minuscola parte di a questo punto ha iniziato a chiedersi se non era meglio darsi al podismo...soffri uguale, ma almeno non devi ripararti le scarpe da solo, e soprattutto..se proprio vuoi ripararle lo fai a casa vicino al termosifone) infine ho stuccato tutto forzando il composto nell’apertura con voce gentile ma ferma .
Nel frattempo (3 giorni) mi sono ripulito, ho portato a spasso la mia dolce metà, sono uscito con gli amici e non ho parlato di vetroresina neanche un minuto, be' quasi...(e una significativa parte di me, molto più importante del podista, si pentiva di non aver istallato una webcam sullo specchio di poppa per poter controllare la catalisi via smartphone). Per evitare di far finire lo stucco da tutte le parti, ho usato un po' di nastro isolante, che rimuoverò a tempo debito. Il nastro l’ho messo anche sopra la stuccatura in modo che quando verrà rimosso non sarà necessario cartare (ma io lo farò lo stesso a causa del mio amore compulsivo per il carteggio ad acqua con la carta da 1000). Già prevedo che tra alcuni giorni sarò lì a cartare e rifinire con GELCOAT DELLA MIGLIORE QUALITA' così il mio specchio di poppa sarà perfetto:-) A lavoro concluso posterò le foto.
martedì 2 novembre 2010
mercoledì 27 ottobre 2010
Zucche e timoni
lunedì 25 ottobre 2010
Performances, ginocchia e fragliotte girls
Arriviamo che c’è Giò che sta giocando con il suo Vaurien ottimamente ricondizionato: una barca di legno e di fascino. Ha fatto da sé i lavori, e va piuttosto orgoglioso:
“…si in definitiva volevo una barchetta a spigolo, tranquilla, ma che fosse anche performante…”
Il mio cuore salta un battito e capisco che ormai Giò è stato attratto definitivamente dal lato oscuro.

Vabbè, visti i 2 nodi variabili io e la fragliotta armiamo con tutta calma, e sempre con tutta calma verso mezzogiorno usciamo. Mentre tiriamo la barca sento un piccolo clic al ginocchio sinistro, quello ancora sano, ma niente di che. Andiamo fuori, io al timone lei a prua, un po’ scuola vela un po’ chiacchiere, velocità a tratti interessante. All’orizzonte la flotta della Pescara x 2 dipinta sullo sfondo, immobile, noi molto più dinamici scrocchiamo la loro boa di percorso per allenarci un po’. Alla prima issata spi scopriamo che le scotte passano dentro le sartie, il barber è un nodo gordiano e nonostante tutto lo spi va a segno benino. La prossima volta dormi di notte ragazzo, non mentre armi la barca.
Sistemiamo tutto poi bolina-poppa, poi di nuovo bolina, e poi ancora poppa…
Lei ha un buon dinamismo e mostra ampie doti intuitive, io sono immobile e cerco di dormire tra una virata e l’altra, butto lì una fantomatico esercizio di conduzione ad occhi chiusi ed in silenzio. Vento sottile e posizione scomodissima,la sensazione è quella di uno spillo piantato nel menisco ma siamo marinai d’altri tempi e gettare la spugna non è da noi. La fragliotta girl risponde bene, la forza scorre potente in lei: presto diventerà una giovane Padawan, e un giorno brillerà tra le stelle di prima grandezza dell’ empireo velico della nona zona, primeggiando tra i 4 equipaggi campagnoli che lo compongono. Poi mi sveglio e chiamo la strambata, 1’ 12” da bordo a bordo, evabbene….
E alla fine, mentre gli aspiranti oceanici pescaresi rientrano a motore, sparisce il sole, iniziano le nuvole e finisce il vento: as usual bordo rientro a 0.5 nodi di VMG: cedo il timone e mi spatascio sottovento a ronfare adducendo plausibili motivi sulla necessità di stare perfettamente immobili quando c’è pochissimo vento. Mi sveglio che siamo a terra, quando già le motovedette ci davano per dispersi.
Oggi ovviamente ginocchio fasciato, che culo…
venerdì 22 ottobre 2010
Frigidume
E così d'improvviso, mentre ero lì a riflettere su come togliere peso al 470, è arrivata, algida come una palla di neve sul coppino, la consapevolezza che domenica mi tocca rimettere la stagna, brr brr…
mercoledì 20 ottobre 2010
Falsi miti e false paure

Ma dico io.
Ma dico.
Io sono un velista medio, vado in 470, ma non sono neanche lontanamente paragonabile a un 470ista autentico. Se vado per regate serie colleziono i dnf. Eppure quando esco con la fidanzatina (la fidanzatina non è Larissa Nevierov) sul bordo per tornare a terra diamo spi. E si, stiamo ancora insieme. E no, non è un astuto modo per farla fuori e cercare di farlo sembrare un incidente. Lo facciamo e basta. Magari con vento sostenuto lasciamo perdere, ma fino a 10-12 nodi è la norma.
Iniziamo a sfatare qualche mito pericoloso:
- gli spinnaker non vengono allevati fin dalla più tenera infanzia per uccidervi
- anche se ci riescono benissimo
- è possibile impiegare più di 10 secondi per manovrare, certo non ci vincerete le regate, ma tanto siete a spasso!
- sopra i 15 nodi dare spi su un cabinato non è follia: di poppa l’apparente crolla drasticamente e potete sempre ammainare dietro la randa. Non fatevi fregare alle due ore di bolina dura con il vento in faccia: prima di issare dovrete poggiare e penserete: “ehi, ma il vento è calato!” già che ci siete cercate su google la definizione di vento apparente.
- Sopra a 15 nodi sulla deriva magari ci vuole un po’ di pelo sullo stomaco, ma è umanamente possibile e divinamente divertente.
- Se le cose si mettono male è possibile mollare scotte e braccio e renderlo inoffensivo. Come quando la barca si sdraia e molli randa, hai presente?
- Il groviglio di cime aggiuntive rispetto alle vele bianche richiede di essere ordinati, certo, ma ditemi voi se per mare ci si può prendere il lusso di essere approssimativi.
- Strambare non è una roulette russa. Basta farlo a colpo secco, quando siete alla massima velocità con lo spi bello gonfio e la randa sgonfia. In questo essere derivisti aiuta.
- Uno dei più bravi prodieri in altura e minialtura che ho conosciuto è una donna sui 55 kg, quindi non è un fatto di forza fisica.
- A conferma di ciò, Io stesso potrei battere a braccio di ferro la nazionale olimpica di 470 femminile, almeno spero…
Ora passiamo alla parte pratica:
è molto semplice, basta legare all’albero maestro un vostro amico che possiede il segreto della conoscenza delle andature portanti e percuoterlo ripetutamente mentre lo portate al largo, a quel punto dovreste essere quasi sicuri che collaborerà.
Insomma il succo della storia è che se volete provare a dare spi fatelo e basta, un giorno che ci sono 6-8 nodi e poche pippe! Sulla tecnica…il mondo è pieno di manuali che dicono tutti la stessa cosa: sceglietene uno a caso e leggete.
martedì 19 ottobre 2010
Eccoci!
- tanto per cambiare regatiamo con distacchi misurabili in Parsec. Bisogna lavorare un po’ per far crescere la zona…in particolar modo bisogna sbloccare l’autocisterna di acqua di Lourdes che è ferma per incidente tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello da settimane.
- pastasciutta post-regata buona, ma buona buona!
- In compenso il circolo organizzatore non ci ha premiato neanche con le coppette del gelato. TRISTISSIMO!
- Vento figo, un po’ ballerino ma figo. Tenuto conto che c’è stato sabato brutto -lunedì brutto e domenica isola felice in mezzo alle perturbazioni, c’è solo da ringraziare Zeus. Assurdo ma c’era gente che si lamentava…per i 12-15 nodi di garbino, che per carità è rafficato, ma con sole e vento a Ottobre è grasso che cola
- Alla fine si sono tutti metaforicamente girati verso di me per chiedermi: “si va in acqua o no?” Io ho metaforicamente risposto “ho scaricato&armato la barca ho già indossato ben una gamba della muta, ci fossero anche trentatrè nodi che entrano trotterellando io vado in acqua!” Abbiamo fatto due prove e tutti contenti.
- Dopo la cura di Formia mi sembra tutto più facile, eh eh
- Gli spazzolini da spi appena montati sono durati 14 secondi…la prossima volta compro degli spazzolini della harken, altro che mentadent flex per gengive sensibili!
giovedì 14 ottobre 2010
Weekend ricco
Sabato regata di altura del campionato invernale. È prevista “la lunga” da Pescara a Vasto. Briefing pre-partenza alle ore…
Ore….
Ore….
Ore 7:00.
Secondo me è reato, controllerò sul codice penale e sulla carta dei diritti dell'uomo
mercoledì 13 ottobre 2010
Statistiche di fine stagione - Laser
E ora qualche considerazione semiseria:
- sono quarto dietro a Rodolfo (e ci mancherebbe), all’eurotimoniere (e pure qui, chepeau) e al Tissellone, che a dirla tutta in acqua l’ho visto sempre come mio pari o quasi (e in effetti mi ha staccato di due punti).
- Rodolfo è praticamente imprendibile. Ha perso solo due prove (arrivando secondo): una perché in partenza un'altra barca l’ha speronato ed ha scuffiato, e una perché Marco è stato più bravo e basta.
- La regolarità viene premiata: Andrea non ha punteggi molto migliori dei miei, ma ha partecipato a tutte le regate disputate ed è stato l’unico a farlo. Bravo.
- Enrico il Bagnino è uno da tenere d’occhio…e gli piace fare la prua sul 470. Da grande diventerà un buon tattico.
- Io galleggio a metà classifica. Del gap dai primi direi che: 20% è colpa del peso (io faccio 68, Marco 75 Rodolfo sui 72 e Tissellone 80 abbondanti ) 20% colpa della vela/barca anzianotta (ma il Tiss non sta molto meglio, per non parlare dello Spinotto) e il resto perche sono una pippa.
Date le premesse l’obiettivo dell’anno prossimo è imparare anche a strambare…ehm...
Cose rare e meravigliose
mi sono autoregalato un po’ di scottifredi (scotta della gottifredi) + bozzello laser + altre cosucce per il fiocco, e la cosa stupenda è che avendo comprato 8 metri di cima me ne hanno recapitati 12. Grazie !!
Vertigo Style:

lunedì 11 ottobre 2010
The day after
Ho concluso in bellezza!...questo è quello che direi se avessi fatto una bella regata, ma siccome su 5 partenti ho chiuso quarto, dico che mi sono perso in un bicchiere d’acqua.
Comunque.
Un po’ di cose belle si sono viste anche ieri:
- la prima partenza, abbastanza a destra veloce e ben allineato. Per metà prima bolina navigavo insieme ai primi due, mai successo prima.
- Chiesto acqua a Rodolfo, io mure a dritta. Probabilmente questo evento segna l’apice della mia carriera di laserista
- I duelli la lasco col tissellone, moooolto divertenti, molto ravvicinati e veloci
- La velocità di poppa, mi ha ragionevolmente soddisfatto
E poi la lista delle cose brutte:
- Le boline, tutte. Da dimenticare
- La seconda partenza.
- La seconda prova, ero fuori dai giochi alla prima boa.
- Il vento che saltava proprio un bel po’…e io ovviamente stavo sempre dalla parte sbagliata.
E adesso fino a febbraio prossimo ci si riposa...zz…zz..zz

giovedì 7 ottobre 2010
Lampadine che si accendono

“in barca è come avere due timoni, uno sott’acqua e uno sopra: la randa. La randa lavora come un timone ma con l’aria invece che con l’acqua. ”
Non è un amico a caso, è uno che qualche anno fa ha fatto il circuito eurolymp col finn, e secondo al CICO.Secondo me questa frase è illuminante per quanto riguarda come ci si deve atteggiare nei confronti della randa, soprattutto di bolina.
Niente ,così mi andava di rendervi partecipi della mia gioia…
mercoledì 6 ottobre 2010
Ultima di campionato
Mi piacerebbe dire che la tensione è palpabile nell’aria, ma in verità c’è una sonnacchiosa pace indolente stile ultimi giorni di scuola. La regata scorsa, a Giulianova, erano in due per dire. A Pescara io spero in almeno cinque-sei standard!
La situazione in classifica (non la ranking assolaser, proprio la classifica) attualmente mi vede terzo ma tallonato da vicino da gente più forte di me che può giocarsi scarti migliori. In ranking sono quinto, su ben 15 laseristi, che non si sono mai visti in acqua tutti insieme.
A dirla tutta una classifica su 8 mesi di regate premia più la regolarità che non la bravura, soprattutto tendendo conto che in generale il numero di partenti è molto variabile da una giornata all’altra: da 10 a 2 con tutte le sfumature intermedie.
lunedì 4 ottobre 2010
CICO - Quarto ed ultimo giorno
Il giorno dopo, l’ultimo di regate, arriviamo come al solito per aprire il circolo. Per un fortunatissimo disguido nessuno ci avverte che oggi i parcheggi sono requisiti, quindi mettiamo la macchina al solito posto e filiamo alla chetichella. Vedremo poi l’organizzazione sbroccare perche le autorità si lamentano che non ci sono parcheggi: peggio per loro! Io mi sono svegliato alle 7 e loro potevano transennare l’area!
La vera gara della giornata non è quella in acqua ma quella per estrarre il carrello stradale dal fosso in cui si trova e metterlo in posizione vantaggiosa per ripartenza. Eseguiamo tale manovra e noto che qualche geniaccio ha fatto secco il ruotino di manovra del mio vetusto carrello. Si reggeva da quattro mesi con lo spago…eroico…
Poi visto che sono le 8:05 e non abbiamo niente da fare, prendiamo la barca e la piazziamo davanti allo scivolo nel piazzale semivuoto. Tramite questa astutissima mossa andremo in acqua tra i primi, e non alcune ore dopo come i giorni precedenti…
Alle 11, puntuale il vento arriva, una bella rafficona secca sui 15 nodi e i fiocchi schioccano tutti insieme. I Dubbini tolgono le scottine e mettono le scottone, Andrea Trani spiega loro come il rinforzo sia dovuto alla sovrapposizione della termica e del pre-esistente vento di gradiente. Ah quante cose si imparano a mettere la barca davanti allo scivolo…voglio anch’io le scottine da arietta e le scottone da vento!
In acqua due prove, con vento a salire. Prima prova abbastanza incolore, l’eurotimoniere vuole partire in barca e quindi si infila all’ultimo secondo, siamo un po’ coperti e non possiamo virare subito. Poi becchiamo un bel corridoio di aria libera (e ti credo gli altri sono tutti avanti…) e facciamo i nostri bei due giri. Tutto abbastanza nella norma. I nostri limiti di passo sono evidenti e imbarazzanti.
Per la seconda prova è necessario ripetere un paio di volte la procedura, e alla fine si parte sulla nera. L’euro timoniere vuole partire sempre più in barca ancora e praticamente ci si spatella contro. Io parabordeggio ed evito l’impatto. La giuria ci grazia…tecnicamente dovremmo fare il giro tondo. Siamo i primi in battello, ragionevolmente lanciati. Viriamo praticamente subito, e anche se paghiamo i nostri limiti rimaniamo attaccati al gruppone dei 20-30. In lay line vedo passare la Conti (di solito ‘sta gente la ribecchiamo che scende a metà lato) issiamo che siamo dietro a ITA 87, la doppia Giulia. O noi stiamo facendola regata della vita, o loro stanno facendo una regata di merda. Primo lasco e prima poppa ok, ci saranno 20 nodi scarsi e di spi si vola. Poi seconda bolina e teniamo duro, le barche iniziano a scuffiare…
E poi ovviamente il disastro. Virata frettolosa per la layline, io vado giù con tutta la barca.
Riemergo, Raddrizziamo e mentre stiamo a 90° un'altra barca che non governa si incastra col nostro timone che a momenti si rompe, manco la legge di Murphy! Alla fine ci liberiamo con un po’d i graffi sullo specchio di poppa e il timone a bandiera lo blocchiamo col bullone del perno e via.
A questo punto scendiamo di poppa piano piano, che il timone tende ad alzarsi rendendo la barca ingovernabile. Ogni tanto ci dobbiamo anche fermare per rimetterlo giù.
A terra scopriamo che abbiamo graffiato per bene timone e carena, fatto 49-49 e storto il perno del timone stesso.
E il CICO finisce così, con una prova un po’ buttata via e un mese di manutenzione da fare.
Mangiamo, ci rilassiamo e impacchettiamo tutto, dandoci l’appuntamento all’anno prossimo, magari più allenati, con la barca in ordine e le vele nuove. Si parla del Garda, non ci sono mai stato. Non sei un vero velista se non sei mai stato a Torbole, o a Riva.
Magari!