giovedì 14 ottobre 2010

Weekend ricco

Una splendida alba sul mare: un evento che di sabato non si dovrebbe mai vedere


Domenica regata 470 in quel di Francavilla. La solita gitarella sociale, speriamo di concludere qualcosa…
Sabato regata di altura del campionato invernale. È prevista “la lunga” da Pescara a Vasto. Briefing pre-partenza alle ore…




Ore….





Ore….





Ore 7:00.
Secondo me è reato, controllerò sul codice penale e sulla carta dei diritti dell'uomo

mercoledì 13 ottobre 2010

Statistiche di fine stagione - Laser

Quest'anno ho fatto cinque regate zonali saltandone una (due non sono state proprio disputate) mi sono beccato un podio all’esordio (miracolo!) e poi ho galleggiato sempre tra la quarta e la sesta piazza. la classifica (classifica vera come da appendice A , 12 prove-2 scarti, non le astruse equazioni differenziali della ranking assolaser) è questa:
Pubblico questa classifica stilata secondo il regolamento ISAF, perché io ritengo che il sistema di conteggio e calcolo della Ranking Assolaser sia un metodo per complicare gli affari semplici. ‘Fanculo il coefficiente di smorzamento secondario della balumina dei primi trenta in ranking list, le regate le vince chi arriva davanti. Presto all’assemblea nazionale faremo sentire la nostra voce di regatanti, è un ingiustizia! Come noto la ranking assolaser è basata su un sistema inutile di calcolo che è quanto di peggio possa progettare un matematico sadico. Tuttavia per completezza pubblico anche la ranking ufficiale:
A ben vedere la limpida e trasparente formuletta ufficiale, l’unico riferimento valido per la federazione, mi vede 2°: in definitiva non è così incomprensibile anzi mi sembra un ottimo metodo per stilare le classifiche! :-)
E ora qualche considerazione semiseria:
  • sono quarto dietro a Rodolfo (e ci mancherebbe), all’eurotimoniere (e pure qui, chepeau) e al Tissellone, che a dirla tutta in acqua l’ho visto sempre come mio pari o quasi (e in effetti mi ha staccato di due punti).
  • Rodolfo è praticamente imprendibile. Ha perso solo due prove (arrivando secondo): una perché in partenza un'altra barca l’ha speronato ed ha scuffiato, e una perché Marco è stato più bravo e basta.
  • La regolarità viene premiata: Andrea non ha punteggi molto migliori dei miei, ma ha partecipato a tutte le regate disputate ed è stato l’unico a farlo. Bravo.
  • Enrico il Bagnino è uno da tenere d’occhio…e gli piace fare la prua sul 470. Da grande diventerà un buon tattico.
  • Io galleggio a metà classifica. Del gap dai primi direi che: 20% è colpa del peso (io faccio 68, Marco 75 Rodolfo sui 72 e Tissellone 80 abbondanti ) 20% colpa della vela/barca anzianotta (ma il Tiss non sta molto meglio, per non parlare dello Spinotto) e il resto perche sono una pippa.

Date le premesse l’obiettivo dell’anno prossimo è imparare anche a strambare…ehm...

Cose rare e meravigliose

Regalini:
mi sono autoregalato un po’ di scottifredi (scotta della gottifredi) + bozzello laser + altre cosucce per il fiocco, e la cosa stupenda è che avendo comprato 8 metri di cima me ne hanno recapitati 12. Grazie !!
forse pure quelli di Oltrevela sapevano che era il mio compleanno

Vertigo Style:

Fulgido esempio di rara eleganza, un vero yachtsman

Andare in Laser con la canotta del camafro marchiata “470 ASITALIA” è uno di quelle soddisfazioni che non ha prezzo!

lunedì 11 ottobre 2010

The day after

Ieri si è corsa l’ultima regata zonale laser dell’anno. stamattina mi sono svegliato con doposbornia, raffreddore e schiena a pezzi. Per i malpensanti questi eventi NON sono collegati chiaro?
Ho concluso in bellezza!...questo è quello che direi se avessi fatto una bella regata, ma siccome su 5 partenti ho chiuso quarto, dico che mi sono perso in un bicchiere d’acqua.
Help!

Comunque.
Un po’ di cose belle si sono viste anche ieri:
  • la prima partenza, abbastanza a destra veloce e ben allineato. Per metà prima bolina navigavo insieme ai primi due, mai successo prima.
  • Chiesto acqua a Rodolfo, io mure a dritta. Probabilmente questo evento segna l’apice della mia carriera di laserista
  • I duelli la lasco col tissellone, moooolto divertenti, molto ravvicinati e veloci
  • La velocità di poppa, mi ha ragionevolmente soddisfatto

E poi la lista delle cose brutte:

  • Le boline, tutte. Da dimenticare
  • La seconda partenza.
  • La seconda prova, ero fuori dai giochi alla prima boa.
  • Il vento che saltava proprio un bel po’…e io ovviamente stavo sempre dalla parte sbagliata.

E adesso fino a febbraio prossimo ci si riposa...zz…zz..zz

altro che Brontolo sailing team...PISOLO!!!

giovedì 7 ottobre 2010

Lampadine che si accendono

Una volta ho sentito dire da un mio amico questa cosa:
“in barca è come avere due timoni, uno sott’acqua e uno sopra: la randa. La randa lavora come un timone ma con l’aria invece che con l’acqua. ”
Non è un amico a caso, è uno che qualche anno fa ha fatto il circuito eurolymp col finn, e secondo al CICO.Secondo me questa frase è illuminante per quanto riguarda come ci si deve atteggiare nei confronti della randa, soprattutto di bolina.

Niente ,così mi andava di rendervi partecipi della mia gioia…

mercoledì 6 ottobre 2010

Ultima di campionato

Domenica prossima c’è l’ultima regata zonale Laser. Vuoi per un motivo, vuoi per un altro sono mesi che non regato con il Laser, esclusa la veleggiata sociale ad inizio settembre. Domenica scorsa sono uscito nel pomeriggio, con 6-8 nodi d’aria. Ho fatto un po’ di manovre, prevalentemente passaggi di boa, e ho notato che sono come dire…un po’ imbolsito…imbambolato…imbalsamato ecco. Magari sabato prossimo faccio un altro po’ di manovre, tanto per gradire.
Prima della regata rimuoverò i bendaggi…spero.

Mi piacerebbe dire che la tensione è palpabile nell’aria, ma in verità c’è una sonnacchiosa pace indolente stile ultimi giorni di scuola. La regata scorsa, a Giulianova, erano in due per dire. A Pescara io spero in almeno cinque-sei standard!
La situazione in classifica (non la ranking assolaser, proprio la classifica) attualmente mi vede terzo ma tallonato da vicino da gente più forte di me che può giocarsi scarti migliori. In ranking sono quinto, su ben 15 laseristi, che non si sono mai visti in acqua tutti insieme.
A dirla tutta una classifica su 8 mesi di regate premia più la regolarità che non la bravura, soprattutto tendendo conto che in generale il numero di partenti è molto variabile da una giornata all’altra: da 10 a 2 con tutte le sfumature intermedie.
Stay tuned.

lunedì 4 ottobre 2010

CICO - Quarto ed ultimo giorno

Dopo la tempesta perfetta , passiamo la serata nel miglior o quasi ristorante del mondo dove io i prendo i bombaciotti imperiali, ovvero dei cosi di carne, avvolta nella pancetta, avvolta a sua volta nella pasta della pizza e impanzerottati e/o fritti. Ogni bombaciotto pesa mezzo kg. Oh mi devo riprendere!
Il giorno dopo, l’ultimo di regate, arriviamo come al solito per aprire il circolo. Per un fortunatissimo disguido nessuno ci avverte che oggi i parcheggi sono requisiti, quindi mettiamo la macchina al solito posto e filiamo alla chetichella. Vedremo poi l’organizzazione sbroccare perche le autorità si lamentano che non ci sono parcheggi: peggio per loro! Io mi sono svegliato alle 7 e loro potevano transennare l’area!
La vera gara della giornata non è quella in acqua ma quella per estrarre il carrello stradale dal fosso in cui si trova e metterlo in posizione vantaggiosa per ripartenza. Eseguiamo tale manovra e noto che qualche geniaccio ha fatto secco il ruotino di manovra del mio vetusto carrello. Si reggeva da quattro mesi con lo spago…eroico…
Poi visto che sono le 8:05 e non abbiamo niente da fare, prendiamo la barca e la piazziamo davanti allo scivolo nel piazzale semivuoto. Tramite questa astutissima mossa andremo in acqua tra i primi, e non alcune ore dopo come i giorni precedenti…
Alle 11, puntuale il vento arriva, una bella rafficona secca sui 15 nodi e i fiocchi schioccano tutti insieme. I Dubbini tolgono le scottine e mettono le scottone, Andrea Trani spiega loro come il rinforzo sia dovuto alla sovrapposizione della termica e del pre-esistente vento di gradiente. Ah quante cose si imparano a mettere la barca davanti allo scivolo…voglio anch’io le scottine da arietta e le scottone da vento!
In acqua due prove, con vento a salire. Prima prova abbastanza incolore, l’eurotimoniere vuole partire in barca e quindi si infila all’ultimo secondo, siamo un po’ coperti e non possiamo virare subito. Poi becchiamo un bel corridoio di aria libera (e ti credo gli altri sono tutti avanti…) e facciamo i nostri bei due giri. Tutto abbastanza nella norma. I nostri limiti di passo sono evidenti e imbarazzanti.
Per la seconda prova è necessario ripetere un paio di volte la procedura, e alla fine si parte sulla nera. L’euro timoniere vuole partire sempre più in barca ancora e praticamente ci si spatella contro. Io parabordeggio ed evito l’impatto. La giuria ci grazia…tecnicamente dovremmo fare il giro tondo. Siamo i primi in battello, ragionevolmente lanciati. Viriamo praticamente subito, e anche se paghiamo i nostri limiti rimaniamo attaccati al gruppone dei 20-30. In lay line vedo passare la Conti (di solito ‘sta gente la ribecchiamo che scende a metà lato) issiamo che siamo dietro a ITA 87, la doppia Giulia. O noi stiamo facendola regata della vita, o loro stanno facendo una regata di merda. Primo lasco e prima poppa ok, ci saranno 20 nodi scarsi e di spi si vola. Poi seconda bolina e teniamo duro, le barche iniziano a scuffiare…
E poi ovviamente il disastro. Virata frettolosa per la layline, io vado giù con tutta la barca.
Calma adesso, e tutto buio, sono a testa in giù e il trapezio mi tira verso il basso.
Calma adesso, mani sul petto, scendi palmo a palmo e trova il gancio.
Calma, raddrizzati, c’è una cima intorno alle gambe ma non è importante,la togli dopo,ora metti la testa fuori e respira.

Riemergo, Raddrizziamo e mentre stiamo a 90° un'altra barca che non governa si incastra col nostro timone che a momenti si rompe, manco la legge di Murphy! Alla fine ci liberiamo con un po’d i graffi sullo specchio di poppa e il timone a bandiera lo blocchiamo col bullone del perno e via.
Noi e l’altra barca mentre ci incastriamo a modino dopo la scuffia.

A questo punto scendiamo di poppa piano piano, che il timone tende ad alzarsi rendendo la barca ingovernabile. Ogni tanto ci dobbiamo anche fermare per rimetterlo giù.
A terra scopriamo che abbiamo graffiato per bene timone e carena, fatto 49-49 e storto il perno del timone stesso.
E il CICO finisce così, con una prova un po’ buttata via e un mese di manutenzione da fare.
Mangiamo, ci rilassiamo e impacchettiamo tutto, dandoci l’appuntamento all’anno prossimo, magari più allenati, con la barca in ordine e le vele nuove. Si parla del Garda, non ci sono mai stato. Non sei un vero velista se non sei mai stato a Torbole, o a Riva.
Magari!
Che faccio, prenoto?