venerdì 2 ottobre 2015

Campitaliano Contender – giorno 1

Nel nome degli dei, il primo giorno c’è un’arietta sottile sottile che si misura in noia.
E noi in questa arietta ci barcameniamo per ben 3 prove. Per carità, man mano che scivoliamo nel pomeriggio l’arietta sale fino a diventare, per noi leggeri, qualcosa che rende i trapezi un po’ meno ornamentali.
la giornata si riassume in questa foto: spatasciamento sottovento  e ginocchiere
Sparo la mia cartuccia migliore nella prima prova della giornata: partenza libero (circa a centro linea am questa è molto dritta) in aria libera da subito, buona velocità. Giro la prima boa 6°. Anche la seconda, duellando niente popò di meno che con Bonezzi e Ferrari. Cazzo, sembro un professionista. Davanti, guido è primo con distacco. Lui sembra un ex professionista, di quelli seri però.
ma tu guarda che giro di boa altolocato...
Ai laschi e di poppa perdo decisamente troppo, i laschi sono lunghissimi e c’è l’imbarazzo della scelta su dove andare: sto alto? Scendo e poi risalgo? Nel dubbio, io sbaglio.
Il risultato d questa prima prova è una roba a ridosso dei 10, con pochi, chiari, errori risolvibili.
La prossima prova spacco tutto, io.
La prova dopo ho fatto 23 sbagliando molto di più, ma soprattutto partendo coperto da Bonezzi, e quindi niente spunto per i primi 30-40 secondi.
(partirò sotto o sopra o appena dietro a Bonezzi altre 2 volte in questo campionato. Se non altro so che sono capace di capire qual è il punto giusto della linea…)
L’ultima prova della giornata non sarebbe neanche troppo uno schifo, galleggio a metà classifica quand’ecco che un illustre sconosciuto genovese mi entra in barca ad un giro di poppa (io davanti, lui mi tampona, mi vira e mi scuffia quasi). Dopo le opportune madonne, proteste e sacramenti vari riparto, ma avrò perso almeno 4-5 barche. Uff.
Chiudo 24, ma ho l’impressione che manca sempre qualcosa per andare bene ma mai la stessa cosa.
A terra abbiamo giusto il tempo di compiere i nostri rituali da regatanti, come ad esempio docciarci nello pseudo campeggio (gentilmente ci lascia aperto un -UN- bagno) birrettarci e cenarci (pizzeria da qualche parte in mezzo alle fratte circostanti, buona elegante e quindi ci diamo un tono) prima di visitare i resti archeologici di un a qualche villa Romana sita in San Felice al Circeo. La visita si svolge prevalentemente in salita e noi che siamo cotti da 6-7 ore di mare accusiamo il colpo. Sarebbe anche interessante, e istruttiva per giunta, se non fosse che casco dal sonno.

Il rientro in campeggio e la mia tendina sono una benedizione a questo punto.

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