martedì 7 luglio 2015

Coppa Ali6, ovvero la regata di prova

...perchè noi ex semiprofessionisti prima di lanciarci a capofitto sull’ Italiano master di Pesaro facciamo una bella regata di prova: quale occasione migliore per tornare a vigna di Valle e farsi ‘na birretta?
Il viaggio in sé è stata una roba che fantozzi me spiccia casa [cit.], nell’ordine:
  • scatta l’allarme alla casa di campagna del timoniere, e che non vuoi passare da Moscufo a controllare (con tutta la barca al seguito in mezzo agli ulivi, of course)?
  • Siamo talmente furbi da partire con solo un quarto di serbatoio (macchina del timoniere, la mia è dal meccanico, facciamo finta di niente, mi ci compravo uno spi)
  • In mezzo alla via sulla pettata di cocullo la temperatura dell’acqua va a livelli da ebollizione: rallentiamo, ci fermiamo, ripartiamo con cautela. Da adesso fino a domenica la macchina non supererà più i 70 km/h come misura prudenziale
  • usciamo dall’autostrada per trovare un benzinaio che non ci arriviamo al prossimo autogrill, già che ci siamo controlliamo l’acqua e rabbocchiamo.
  • La signorina tom cicca l’uscita del GRA (del resto mappe non aggiornate, non è tutta colpa sua..ehm…)
  • Passiamo per le fratte di Cesano (ovvio…a questo punto) attraverso alcune molto pittoresche e molto strette strade interpoderali.
E alla fine, stremati, arriviamo.
Il giorno dopo, finalmente si regata. Quando entra il vento, verso le 4.
il colpo d'occhio la mattina è si soave, ma non promette molto dal punto di vista velico...
però poi qualcosa inizia a muoversi: quando il presidente ghinda il fiocco è ora del caffè. 
Per motivi inspiegabili ai più il campo di regata -corto come un campo di allenamento ai giriboa- viene messo in zona “fratte lontane” in modo da ottenere i seguenti vantaggi:
  • vento bucato e instabile,
  • vento di minore intensità rispetto a centro lago
  • ad alcuni giorni di navigazione verso nord rispetto al circolo
  • campo corto e stretto sulla sinistra
Vantaggi per chi, devono ancora spiegarcelo.
In questa suggestiva location noi iniziamo la nostra carriera agonistica con una scelte tattiche più idiote che memoria di velista ricordi. Partiamo (male ma non così male, diciamo che usciamo dalla linea in qualche modo) e viriamo per andare a destra. Il resto della flotta, locali che navigano su questo lago quando ancora si usavano i sesterzi, vanno a sinistra. Indovinate chi ha ragione? Le poppe di questa prima prova sono dei monobordi o quasi che servono a tornare giù, l’unica accortezza è strambare al momento opportuno per difendersi o per infilare qualcuno. Alla boa di poppa riusciamo ad infilare un paio di barche, giusto facendo un bel lasco stretto e sventando un paio di sprovveduti. Risultato: 12 e a parte il lasco finale, prova non proprio brillante.
Noi, in partenza. In mezzo a una flotta di gazzelle
Seconda prova, partiamo ancora più bradipei della prima (e ce ne voleva…) e a causa di ciò, mentre guardiamo la flotta andare noi ci accontentiamo dei rimasugli di aria libera rimbalzati altrove. Però se non altro le nostre poppe sono un po’ più lucide, e io chiamo pressione su ogni raffica. Non è che li superiamo di velocità, ma almeno ci avviciniamo abbastanza da impostare dei giri di boa aggressivi e infilarli. In questo il mastro timoniere sa il suo J
Dopo due prove, quando già pregustavamo il riscatto della terza (con il nostro acume tattica, la velocità che abbiamo e semplicemente partendo dovremmo chiudere nei 10 facile) ci mandano a terra e quindi niente: ci resta solo un malto cortese a toglierci l’amaro dalla bocca e poi una bella cenetta in compagnia. Alle 10 siamo già in branda nella nostra casetta (upgrade del circolo rispetto alle tende: wow!). Per fortuna i bambinetti che giocano a nàscond hanno imparato come si fa, oppure io sono talmente stanco che non mi accorgo di niente.
guardingo e appostato fuori dalla nostra casetta questo superbo batrace gioca anche lui a nàscond.
Maledetti na-scond.
Il giorno dopo sveglia ancora più tardi che tanto la barca è pure già armata.
Per par condicio e per quello spirito avventuroso che contraddistingue i grandi marinai decidiamo di cambiare bar e affrontare l’ignoto. Ok, abbiamo scoperto che anche il bar a destra del circolo fa il caffè, siamo degli eroi.ma non fa i cornetti alla nutella quindi nel mio caso degli eroi non totalmente soddisfatto della sua colazione.
Ma torniamo in acqua. Per decisione unilaterale dei regatanti si opta per rimuovere l’orario limite dell’ultima partenza, e questo significa che farò tardi per cena, molto tardi. E io che ingenuo speravo di andare al Pescara street food. Ci spariamo 3 prove con 4 partenze, una delle partenze infatti è stata annullata per richiamo generale. Indovinate qual è stata l’unica partenza buona per noi?
La prima prova partiamo male (nella partenza valida) ma se non altro ci sono 10-15 nodi e quindi andiamo. Su consiglio di vince ritocchiamo l’albero per aver più prebend, e non so se per questo motivo o se per i 5 nodi in più che rendon giustizia alla barca comunque abbiamo velocità, finalmente. Talmente tanta velocità che riusciamo a trovarci lo spot libero e continuiamo a navigare in fase, magnifico. Giriamo la prima boa nei 10, forse sesti. Scendiamo col coltello tra i denti, perché quando sei lì dopo averne prese un bel po’, se arriva l’occasione vuoi restituirle. Arriviamo all’ultima poppa che scendiamo insieme a due barche, di una timonata da Jok che non è proprio l’ultimo dei fessi e ce lo ricorda difendendo l’interno e sfilandoci una posizione. Ma noi abbiamo chiuso l’altro, totale quinti.
Finalmente.
Per le successive due prove l’aria scende di nuovo e vuoi che sia una coincidenza vuoi che semplicemente abbiamo avuto una botta di culo, finiamo 11 e 9. In particolare ogni volta è lo stesso copione: partenze inguardabili (tra cui una senza cazzare l’archetto randa…puoi partire e accelerare con meno di 10 nodi senza l’archetto?...mah)
ma dico io...
boline della speranza e poppe da grido di guerra, e ogni tanto un giro di boa cattivo in cui infiliamo 1-2 barche per volta. Il nostro debriefing luppolato ci porta alle seguenti certezze:
  • regatare è divertente
  • dobbiamo partire. Punto.
  • Di poppa va
  • Di bolina va sopra i 10 nodi
Il viaggio di ritorno è semplicemente uno stillicidio stradale a velocità minima di governo, intervallata da un paninetto e il rischio di acquistare un regalo sconsiderato per la mia dolce metà:

rischio scongiurato per fortuna, lo avrebbe amato alla follia. 

per la cronaca e i freddi numeri, la classifica è qui. 11° totali, 13° i parziali del primo giorno e 7° i parziali del secondo giorni presi da soli.  Trend positivo :-) eheh

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