martedì 27 novembre 2012

Questione di stile

weekend di regate sul B25, ma di questo parlerò poi, la cosa più importante del sabato è che mi sono innamorato a prima vista di una cima in dyneema da 6 con cui ho fatto le scotte nuove per il fiocco, dato che le scottifredi sono ottime ma un pelino troppo spesse e si incastrano nei bozzelli se c'è vento inferiore a 6-7 nodi. Queste sono appunto più sottili e dovrebbero risolvere il problema, le avrò entrambe a disposizione e metterò su le scotte pesanti a partire da 10 nodi. Ma non è neanche questa la gran notizia del giorno, no. tenetevi forte, perchè ho una chicca tra le più stilose dell'ultimo decennio, dopo la tanto amata canotta del camafro: 
O sei Vertigo Lifestyle o non lo sei, punto
Il laccetto degli occhiali a riporto con la scotta, yes.

giovedì 22 novembre 2012

Quando proprio non puoi uscire perché piove…


Fidanzatina:mio valoroso e marinaresco compagno, che fai?
Io (col gene del nostromo dominante): Niente, unica ragione della mia vita, gioco un po’ con i tuoi bellissimi capelli.
F: ah si, è così rilassante…










IO: ecco fatto!
F: cosa?
IO (orgoglione come pochi): una perfetta impiombatura a 3 legnoli!
F (basita, preoccupata e tendente all’incazzata):EH?!

martedì 13 novembre 2012

Invernale minialtura: delle scuffie e della strapoggia. No, non in laser.


Domenica è PREVISTO ventone, verde scuro rafficato rosso, avviso di burrasca da qualche parte nell’adriatico ma non da noi a quanto sembra. Previsioni azzeccate.
Partiamo per la prima prova, una bolina sbandata e difficile in cui porto la randa a segno per 1 secondo ogni 6-7, in pratica sempre  tira e molla, niente strozzatore che è troppo pericoloso. Cerchiamo il bordo  a terra che di solito promette meglio e alla fine non siamo messi né male né bene, arriviamo in boa, diamo spi e iniziamo la cavalcata. Una unica veloce planata, ci sdraiamo una volta in straorza (ma come sempre non siamo i soli) ma ripartiamo a schioppo. Chiamano per radio una riduzione di percorso alla boa di poppa, siamo secondi, siamo degli spari! Evidentemente dal comitato sanno qualcosa che noi non sappiamo, qualcosa di pericoloso…e poi dulcis in fundo, quando è ora di ammainare partiamo con una strapoggia epica. 7 secondi di terrore e umidità, visto che eravamo in piedi sul fianco del pozzetto con l’acqua alle cosce…io urlo un GIULESTEEEEE!!! che suona come un GRANATAAAA!!! di un film di guerra. Il risultato è lo stesso, Remo abbraccia fiocco e pulpito e non li molla più, mentre io e roberto (centrarmatore) ci lanciamo pancia a terra e subito dopo vediamo di tirare giù lo spi e tangone in qualche modo. Fatto questo schizzo come una faina all’albero, scastro Remo e isso il fiocco, che siamo ancora in regata e non ancora morti, non ancora. La mazzata finale è la N issata dal comitato, l’annuncio via radio s’è perso nel casino. Ci hanno annullato la prova, avremmo potuto chiudere primi, visto che eravamo secondi e il primo, mente noi siamo all’incirca in assetto (tangone di traverso in coperta, spi in pozzetto tra le ginocchia per tenerlo a bada, varie ed eventuali, ma vele a segno, circa) è da qualche parte verso la diga foranea con lo spi a bandiera tenuto solo dalla drizza e nessun fiocco a riva…sembra la Sidney-Hobart.  
A questo punto ci manderanno a terra, hanno annullato! E invece no, ci fanno fare un'altra prova. Nel ventone di cui sopra, decidiamo tutti per un prudenziale vele bianche, e io mi passo le poppe a pompare addiavolo: scotta bloccata sullo strozzatore e impugnata a due mani direttamente dal bozzello sul boma. A tratti ho cercato anche di sbandare la barca sopravento…tanto a strapoggiare abbiamo già dato…eh eh… questo atletico gesto ci ha conferito buona velocità e chiudiamo bene la prova, secondi o terzi ad occhio. A questo punto stremati, ci manderanno a terra! E invece no, si fa una seconda (terza) prova, per recuperare l’insulso annullamento della prima. poco da dire sulla terza: partiamo male per una incomprensione tra me e lo stregone, bordeggiamo benino, poppa lenta e trafficata (per la prima volta) casino epico in ammainata (anche questo per la prima volta, la strapoggia non conta) e giochi finiti. Seconda bolina e seconda poppa (questa veloce, quando ormai è inutile) dietro ma dietro dietro, forse ce ne lasciamo alle spalle uno o due.
Le classifiche appena escono
Stay tuned 

lunedì 12 novembre 2012

Invernale Minialtura: ovvero delle straorze e dei randisti a tempo pieno


Che siccome l’armatore non aveva voglia di sbattersi a sistemare la barca da regata e smontare il frullaprua, perché ormai abbiamo una certa età, perché la crisi ci piega tutti, perché perché perché, giustamente ci siamo ritrovati su un B25 a prestito per fare l’invernale minialtura. Giusto perché non volevamo fare cose faticose. Insomma, dopo l’autunnale a 3 cilindri sfiatati del CNP, ci ritroviamo tutti duri e puri, cerate salate e tensiometri sui barchini. Della Strega siamo in tre, il timoniere e il reparto prua, anche se per necessità io sono stato riconvertito a randista. Qualcosa del genere:

CAPO TIMONANTE: “Corrà, ma tu c’hai il laser vero?”
IO: ehm…si…
CT: ok, alla randa.
IO: vabbè…

(ed è lì che ti rivengono in mente tutte le volte che in pozzetto alzando gli occhi al cielo e guardando quel triangolo di stoffa te ne uscivi stentoreo con un “mah.. io di rande non ci ho mai capito una ceppa!”)

Ah dimenticavo c’è stato ventone. Per tutti e due i giorni. Sto scrivendo solo con gli indici, dolorosamente.
Sabato, primo giorno, è prevista una roba tranquilla. Ci sono in verità 15-20 nodi nei momenti migliori, e come da tradizione ci rimolliamo due o tre straorze, tanto per ricordare su che barca siamo. La prima prova tiriamo la partenza, bordeggiamo discretamente ma non abbastanza (assetto leggero e vento forte = niente angolo) facciamo delle poppe da paura. Di poppa ne passiamo tipo 3 a volta, di bolina le riperdiamo. Arriviamo in mezzo ma abbastanza davanti, salvo poi scoprire che siamo OCS. Il buon Remo,  interrogato in proposito, fischietta un melanconico tango.
Durante la pausa tiriamo le sartie, mettiamo il pesante e ci facciamo l’estrema unzione con l’olio nuovo (del resto siamo a novembre). Effettivamente partiamo un po’ meglio (dentro soprattutto!) ma la prima bolina la passiamo nella mollana (ovvero circa 10 nodi) e gli altri scappano. Tanto li riprendiamo di poppa: complice un’ ammainata fantasiosa e repentina ne infiliamo un paio in boa, e poi per marcarli torniamo dalla parte sbagliata del campo dove abbiamo bordeggiato prima. Scelta consapevole, meglio tenere questi che rischiare la sorte, non totalmente condivisa ma consapevole. Ultimo bordo di poppa è un monobordo piuttosto stretto, dove ovviamente ci impegniamo a non finire all’orza al grido di guerra di “Molla il vaaaang!” . Allo stacchetto finale riusciamo a rollare la streghetta, la prima barca, lei. Non so che rating abbia oggi, comunque la freghiamo di un metro, ed è quello che conta. Ci ho lasciato il cuore su quella barca, mi è dispiaciuto minacciarli ai sensi della regola 19.
A terra la scuffia si supera: pasta, vino e dolce finale, ma soprattutto un atmosfera “di famiglia” che da questo lato del fiume mancava da un po’.