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martedì 17 novembre 2015

Nel frattempo/2

Dato che da questa parte di mondo continua l'anomala e opprimente bonaccia, uscire nisba. Tutto Novembre, zero ore in mare. 
continuiamo io e il mastro di cantiere a rivoltare la povera Little Wing come un calzino di vetroresina per metterla in ordine di marcia 2016: è l'anno olimpico e dobbiamo prepararci.
Alle regate sociali, ovvio.

venerdì 6 novembre 2015

Ecco...

...Una ragazza così, motivata così, non credo che venderà ma la sua imbragatura per "cessata attività".
poteva scrivere di medaglie o di piazzamenti in gold. O di quando ha navigato sotto al Pao De Azucar. 
E invece no. La prima volta che è stata a trapezio.
Wow. 
questo spiega perché team GB va a medaglie e Team Italia manco si qualifica...

lunedì 19 ottobre 2015

Campitaliano Contender – giorno 3

Il terzo e ultimo giorno, quello in cui si decidono le sorti del campionato.
Terzo e ultimo giorno in cui la perturbazione scarica dal mattino una bella sleppa di vento (sui 20 fattibilissimi noti, se sei nato sul Garda) che alzano un’onda rispettabile in spiaggia. Complice l’uscita nel canale stretto e inevitabile e i frangenti determinati dall’onda di cui sopra ci fanno stare a terra. 
I pesi massimi, che finora hanno sofferto nelle ariette, agognano riscatto e vorrebbero andare fuori, minimizzano e mugugnano, tirano in ballo l’europeo di Kinshasa del 1938 che si regatò con 43 nodi più raffiche, che se stavamo a Mademblik eravamo già alla seconda prova ed era buono a sinistra del campo, ecc. ecc.
Insomma il repertorio completo dei mugugnatori lacustri al completo. 
Mentre che siamo lì a rimirar l'inifinto, le nuvole e le onde sento storie di gente che per rientrare con i frangenti nell'ordine:
  1. ammaina tutto (e perdi governo)
  2. toglie il timone (e perdi definitivamente capacità di governo)
  3. si butta in mare e regge la barca dallo strallo, facendo di sè ancora galleggiante.

strano ma potrebbe funzionare, prendo nota mentalmente.
il mare cala (poco) il vento cala (tanto) piove un po' poi esce il sereno, poi una strana di combinazione di eventi meteo ma nessuna di queste combinazioni è più convincente della promessa della porchetta prima dopo e durante la premiazione.
Risultato: il CdR ci lascia a terra e tale sarà l’esito del campionato: la classifica provvisoria diventa definitiva e per quest’anno la stagione finisce così.

A terra.
con la porchetta in mano.

venerdì 17 aprile 2015

Mai 'na gioia sailing team

ieri dovevo uscire in barca, pomeriggio, un'ora di permesso e via. Sole evento sinottico
ieri riunione fiume con preavviso zero. 
ieri rientro a casa alle 19:00 più iva.
ieri vedo foto di amici che sono usciti. Seguono maledizioni anche in lingue morte.
ieri sera dico "domani ci riprovo"
oggi bolla di alta pressione e nuvolo.

lunedì 23 febbraio 2015

Lo schifo totale

Domenica ci dovrebbe essere la prima regata zonale 2015 per le classi laser (circa 15 barche) e contender (4 barche) Organizza la Lega  Navale di Ortona, il cui presidente è Eugenio Rapino, e il vicepresidente è Umberto Di Deo. Tanto per cambiare io dico il peccato e anche il peccatore, ad alzo zero.
Già dal sabato c’è una brutta aria che tira da SE, circola la voce non confermata che la regata sia annullata con un giorno di anticipo.  Pigi, interpellato, da l’unica riposta possibile nella sua posizione: Non scherziamo, la regata si fa e solo il CDR può annullarla per valide ragioni, domattina.
Fatto sta che noi domenica mattina siamo ad Ortona con carrello e barche al seguito (carello triplano fighissimo tra l’altro: metti un farmacista, un chimico e un ingegnere…per caricare ci abbiamo mezzo 3h42’24” manco Furio e Magda).
 Si noti la triplice bellezza!
Qui scopriamo al situazione: i giudici sono in attesa, il circolo (ovvero i due di cui sopra + entourage) si rifiuta di prendere le iscrizioni, in breve ci vorrebbero mandare a casa. Meglio ancora se non fossimo mai venuti. I laser della LNI Pescara neanche partono, restano a casa, visto che il loro istruttore (che poi è il Daino maior) ha chiamato il circolo e ha ottenuto come risposta che la detta zonale è annullata, appunto. Io ad Ortona assisto a scene degne di barbara d’urso, o di uomini e donne: piazzate, battibecchi e polemiche in segreteria. In ultimo alle 10:01, con istruttori e regatanti in segreteria che cercano di farsi dare i moduli di iscrizione, il tizio in questione strilla che ormai il termine per e iscrizioni è scaduto e che la regata è annullata per mancanza di iscritti. Io con i moduli appena presi e in bianco glieli risbatto sulla scrivania ed esco dalla stanza cercando di non parlare, perché voglio mantenere una parvenza di civiltà…
Per inciso tale presidente è anche piuttosto stupido, perché fuori piove a dirotto e c’è zero aria: basterebbe far fare agli UDR il loro lavoro e aspettare, il risultato sarebbe lo stesso dal punto di vista pratico, tutti a casa per avverse condimeteo. Ma almeno si salverebbe la faccia. E invece no, strilla da pescivendoli e figure di merda a mazzi da otto.
Ovviamente gli UDR si incazzano da par loro, le uniche persone che hanno il sacrosanto diritto di decidere se si regata o meno sono loro, il circolo ospitante ospita e basta appunto. E loro semplicemente intendono issare  AP a terra e aspettare una finestra meteo adeguata come da regolamento (che non si presenterà tra l’altro).
Cristiana e Fabio incolpevoli&impotenti non possono fare altro che ingoiare la rabbia e smontare tutto, sgonfiare le boe e ricoprire le barche.

Ricapitolando: un presidente di circolo che si è preso una regata nel calendario, arrivato il giorno di tale regata rifiuta la disponibilità del circolo stesso a organizzare l’evento. In maniera premeditata.

Traete voi le vostre conclusioni, io ho già tratto le mie.
Schifo totale.
E ovviamente visto che il danno senza la beffa è come una tetta senza capezzolo, dieci minuti dopo l’ AP over A smette di piovere ed entra da nord. Leggero, ma stabile.

lunedì 26 gennaio 2015

Niente di fatto

Mare agitato e ventone, nonchè pioggia e un freddo della madonna. Sia sabato che domenica. Siamo stati a a terra of course, tutto rinviato di una settimana. Sabato abbiamo fatto dei lavoretti sulla strega, poca roba preparatoria per la detta regata, domenica a casa. Se non altro il lungimirante* preavviso della scuffia ci ha avvertito il giorno prima, così domenica manco sono uscito dal bozzolo buffetti. 

*certe volte alla scuffia sono così lungimiranti che ti annullano le regate con 5-6 giorni di anticipo...mah

lunedì 19 gennaio 2015

Momenti di gloria

Allenamento del sabato, c’è garbino. Tendenzialmente forte, forte di quei colori che su Lamma sono ben lontani dal rassicurante blu. Non sono solo in questa eroica avventura, ci sono Guido e Marco, e tra un po’ arriva pure lo squaron. Io nel frattempo armo con relativa calma, che devo decidere dove mettere la GoPro. Come insegna il boss ci vuole un’ oretta buona…
Fuori all’inizio sembra una roba tranquilla, il vento è calato. In verità è il tipico inganno subdolo del garbino: sembra che cali, aspetta che abbassi la guardia e poi passa da 4 a 22 nodi in 3 secondi netti. In quei tre secondi ti sradica l’albero dalla coperta se non stai attento.
Iniziamo, dicevo, con arietta: bordi di poppa pigri, qualche strambata con poco vento (talmente poco che si deve passare a prua della scotta), poi bolinetta per rientrare fatta al trapezietto (prime avvisaglie) per recuperare marco che si è un attimo attardato e poi iniziamo a fare sul serio in tre.
Di poppa non so se per culo o astuzia, ma vado. Ci diamo una boa di riferimento e quando partiamo sono dietro a tutti di venti metri. In boa ho toccato Guido (una toccatina stupida, niente di che), il che significa che almeno gli ho ripreso 15 m + 5 di barca ma secondo me c’era anche una importante rotazione a sinistra quindi non tutto merito mio.
Di bolina ho avuto serie e umide difficoltà, ma in buona compagnia. Marco oscilla dentro e fuori dall’acqua come me, solo Guido pare non avere troppi problemi e va sereno. Come velocità e angolo non saprei ero troppo impegnato ad andare dritto…la stecca alta, che ho ricostruito con un po’ di rimasugli che avevo in casa è ancora troppo rigida nella parte poppiera, e temo troppo morbida –senza rimedio- in zona inferitura. È rastremata, ma forse non nel miglior modo possibile: la porterò a casa per ragionarci su. Questo è quanto la mia bolina mi dice.
Poi partiamo per un bel lasco. È una roba spaziale, dopo un po’ di volte pensi di essertici abituato, ma non è così.
Velocità, velocità, velocità.
Il mio momento di gloria della giornata.
E ovviamente al primo calo di apparente mi sono impuntato nell’onda con la prua me ne sono andato in acqua volando leggero leggero verso le sartie: botta di freddo assurda, l’aria è calda ma il mare è gelato e io sono leggerino, muta lunga e niente spraytop.
Raddrizzo e decido su due piedi che non è il caso di continuare, sento il freddo scendermi lungo la schiena. Troppo freddo penso al momento. Magari aspettavo 5 minuti, riusciva il sole e continuavo felice a scuffiare per un’ altra ora, ma lì per lì mi è sembrato troppo. Saluto gli altri, punto a terra e mi faccio un’ ultima bolina, provando a virare come mi ha spiegato Guido. Sono ancora molto lento: a casa mi riguardo nei video e capisco quanto, ma se non altro non mi pianto al vento. La storia del vang funziona. Dovrei fare delle uscite solo manovre, per mettere la parola fine a questo strazio.

Le farò. 

martedì 9 dicembre 2014

Weekendino zoppicante

Sabato: regata altura alle scotte, osipite su un crocierone che più crocierone non si può: roba che per virare saltavo il tavolo del pozzetto da una panca all’ altra. Nulla di fatto per assenza di vento e presenza di corrente di livello rapide del Nilo, il meglio che riusciamo a concludere è stata una partenza non partita (talmente forte ‘sta benedetta corrente che era letteralmente impossibile tagliare bordi meno che quadri…).però si mangia si beve e c’è il sole.

Domenica: la dolce fidanzatina ha una gara in mezzo alle fratte teramane, e io vi assisterò. La gara è nel pomeriggio. Va da se che la mattina alle 8 sto alla lega, pronto a lavorettare/uscire, e faccio entrambi in sequenza. Armo alla buona (dovrei controllare le tensioni ma non lo faccio, vado a fiducia) e esco verso mezzogiorno, quado finalmente il vento si degna di apparire e segnare addirittura 8 nodi…
Insieme a me il supercazzut laserist squaron, e anche il on-the-good-way bambinett team. Almeno ho scoperto che riesco a superare Paolo Lachi di bolina, con un contender (e lui in laser). Se non ci riuscivo manco così cambiavo sport.
Fuori è molto carino e divertente, trapezietto morido, tutto facile, anche se un po’ di ruggine addosso la sento, soprattutto alle prime virate. Però ho messo qualche punto fermo nelle manovre e questo è l’importante (per una corretta virata: passare la scotta a prua di entrambe le gambe, poi flettere il tallone di poppa…)
Vedo anche i miei zii in FD e un mucchietto di bolidi sotto gennaker e squaretop, gente di un certo livello…
Unica nota stonata è che ho fatto secco il grillo che teneva la leva del vang , vai a sapere perché (il grillo, o quel che ne resta, è disperso negli abissi). Ad una prima ispezione la leva in costosissimo carbonchio sembra ok quindi si tratta solo di tovare un grillo compatibile e montarcelo, nel frattempo rabbercio una soluzione stroppi&gomma americana per continuare a navigare, poi comunque mi metto di poppa e quindi il vang neanche è fondamentale…

Lunedì: non pervenuto, dicono che sia stata una giornata di quelle serie, ma io stavo nelle terre di Rohan con la mia bella a costruire gradini intagliandoli nella viva roccia manco fossi un nano di Moria, e quindi nisba. tra l'altro di albero e presepe neanche l'ombra, che tristezza. 

Oggi, ciliegina sulla torta,  mi fa male il ginocchio e zoppico…ma porc…

lunedì 27 ottobre 2014

Dei Cristi e delle Madonne a due a due finché non diventano dispari

I miei primi 20 nodi in contender li ricorderò per questo motivo:
Su, da bravi mettetevi in ordine alfabetico...San Zenobio, tu vai dietro a san Zaccaria!
per il resto gnente, con ventone e onda formata (ma soprattutto l’onda devo dire) ho difficolta consistenti a manovrare di bolina e a fare i laschi. Le poppe vanno da dio, si plana in maniera egregia.
Sono uscito sabato con la squadra laser, e domenica con Guido. Sabato ci saranno stati 20 nodi da tramontana e onda consistente, insomma un discreto casino. Il principali problemi li ho avuti nel virare da mure a dritta a mure a sinistra, (mi incastro sotto al boma, strano nell’altro verso no: schiena asimmetrica?) e in generale ad uscire dalle virate rapido, il più delle volte mi incastravo con la scotta e non arrivavo ai trapezi in tempo, il risultato non cambia: barca sdraiata e io in piedi sulla deriva. Ma niente di che, sono problemi che si risolvono facendo 2-300 virate finchè non impari. Sono un po’ meno sereno riguardo l’argomento “piantarsi al vento in virata” perché da solo non ne vengo a capo.
Al lasco mi dimentico di: 1 mollare il vang  (o meglio lo mollo ma non abbastanza), 2 alzare il paranco. Risultato: al primo tentativo decollo dopo secondi 3 e vengo proiettato nel regno di lontano lontano, al secondo (privo dei filetti segnavento, incollati alla vela) dopo 40-50 secondi veramente fighi e veloci,  un’ onda più alta delle altre mi travolge e mi trascina via…quando torno rovinosamente a bordo do una facciata al vang che levati, ed è lì  che decido che prima di farmi male davvero è il caso di puntare a terra…la poppa con 20 nodi per il rientro è una scoperta: sembra di stare su un giocattolo, rispetto al laser la barca naviga sulle rotaie. Rientrando quando ormai sono a terra   con deriva e timone su -e barca praticamente ingovernabile per questo motivo- impatto con la vela sul paletto delle acque sicure, spinto dall’ennesimo frangente bastardo, facendo il danno di cui sopra. Dopo il mio mesto rientro seguono 2 laseristi nell’ordine A) cinghia rotta B) a rischio ipotermia. Nzomma ‘na giornatina.
Domenica pomeriggio esco con Guido. Un’ ora soltanto giusto per fare un po’ di passo. Guido mi riassetta la barca, toccando qui e lì, e in teoria dovrebbe andare meglio: in effetti è vero, c’è anche meno vento (sui 15 invece che sui 20) per cui scuffio solo in manovra (meno rake = meno spazio) ma il passo migliora sensibilmente (Guido se ne va con facilità ma non di angolo).
A lasco il solito disastro e di poppa la solita goduria: sono riuscito a salire sull’onda che precedeva, in planata costante: non dico che camminavo più di guido, ma forse (e dico forse) quanto lui.
Lo dico ovviamente per rialzarmi il morale da solo…ehm… 

lunedì 8 settembre 2014

So Long Plugin Baby

E anche lei è andata. 4 stagioni di cui una interrotta a metà per coma irreversibile del mio interesse in materia. In verità è andata senza andare via veramente, il nuovo proprietario si è comprato barca, vela da regata -quella con le “A” a punta- e posto barca (è diventato socio).
E così la mia spina nel fianco non è più mia. Però.
Però qualcosa resterà sempre, perché anche so non sono mai stato veramente un laserista fino in fondo, non ho mai schienato da laserista, non ho mai zappato col timone da laserista, certo è che qualcosa mi ha insegnato. A soffrire in silenzio di bolina. A scendere di poppa, che in contender e 15 nodi mi sembra tutto facile, perché sono abituato ad avere una saponetta sotto al culo. A fare tutto da solo.

Grazie bambolina. 

martedì 2 settembre 2014

la resa dei conti finita - la veleggiata sociale

La socialità di questa regata (pardon, veleggiata) è la prima cosa che è saltata all'occhio: tante ma tante barche e barchette, un paio di F18 (i catamarani non gli aerei) venuti dal nord, un botto di barche scuola in acqua con equipaggi più o meno improbabili e familiari: com'è giusto che sia, in una bella domenica di fine estate.
veniamo alla parte tecnica: sabato sera sono andato ad un matrimonio in cui pure la bomboniera era una bottiglia di vino, fate voi il resto. sono rientrato alla base alle 3:15, dalla base al letto ci ho messo un altri tre quarti d'ora buoni per togliermi le lenti a contatto.
Sabato a pranzo invece sono uscito con KCS: allenamento al trapezietto con gli snipes, 2 ore tonde tonde, acido lattico ai vertici storici. oltre ai quadricipiti di legno ho guadagnato la consapevolezza che di poppa non tengo il passo dei maledetti scaldabagno, ho provato sia scendendo alla laser maniera sia stando alto, ma non ho avuto risultati apprezzabili.
Domenica mattina l’acido lattico-alcolico presenta il conto dopo sole 4 ore di sonno, e nonostante tutto andiamo in acqua puntuali, in 5 nodi a essere gentili.
Il percorso è stato accuratamente disegnato per essere una corsa di cavalli di circa un ora, che è una veleggiata ‘ngurante e quindi meno si manovra meglio è. In pratica è un bastone al traverso/bolina larga. La partenza è la solita ma a 5-2-1 io prendo i 2 e mi piazzo in boa…non sarebbe neanche tanto male se non finissi coperto da Pino, e siccome è una corsa di cavalli e virare non se ne parla, e siccome ci sono 5 nodi e siccome sto smaltendo la sbornia, mi tengo sta copertura maledetta per tutta la prima bolina. Giro la prima boa terzo dei monoscafi dietro due snipes e dietro due fulmini di F18 (i cat, non gli aerei) che manco abbiamo visto partire, viaggiano veloce come degli F18 (gli aerei, non i cat).
Per intercessione divina, e per corrente e per salti di vento opportuni durante la prima poppa che poi è un ‘altra bolinona riesco 1) ad agganciarmi, 2) a passare da sottovento i maledetti snipes. Alla fine di un altro giro in cui allungo un altro po’ riesco a chiudere primo dei monoscafi, mettendo dietro anche un HC16 con gennaker, che forse era l’unico mezzo un po’ prestazionale del gruppo (tenuto conto che non c’erano virate da fare).
Dato che è presto e dato che ormai sono in acqua e prima di pranzo dobbiamo aspettare l’arrivo del dinghy 12, tanto vale che mi faccio due virate al trapezietto….e di nuovo le gambe urlano pietà, che io non concedo loro: ci ho messo una settimana a costruire i cip&ciop, ora devo ammortizzare l'investimento con più virate possibili!
Risultato finale 1° in reale dei monoscafi, 8° overall in compensato. Gli snipe tutti avanti, uff.

martedì 22 luglio 2014

TMA - seconda tappa, secondo e inesistente giorno

si noti l'incertezza fatta modello meteo, la tripla: dalla stagna al lycrino in un unica icona!
be' c'è poco da dire. Le previsioni giocano la tripla con vento leggero, la tripla sarebbe a dire solino+nuvoletta+goccia, ovvero scegli tu l'icona più adatta. in realtà il cielo è coperto di perturbazioni più o meno brutte a vedersi, e in tutta questa bruttura le flotte di comune accordo decidono di restare a terra...tarallucci e vino, la regata l'abbiamo portata a casa ieri e tanti saluti. Anzi, la giornata sarà tranquillissima e navigabile, anzi nel pomeriggio è uscito pure il sole.  (è che siamo una banda di pigroni...)
Segue l'estenuante premiazione con discorsi vari che sembra il comizio elettorale per le amministrative di Polignano a mare...alcune ore dopo finalmente siamo liberi di andare ognuno per la sua strada.
in tutto questo c'è anche la prima coppetta vinta al timone di Little wing, sarà pure poca cosa, ma tant'è.

lunedì 23 giugno 2014

La quasi nullafacenza

due settimane passate, due sole uscite.
quasi il minimo storico, se poi contiamo che una è stata in snipe con paolo, l'altra in 470 col buon Luca boss, si capisce tra le righe che di allenamenti veri e propri per ora non se ne parla, è un periodaccio per entrambi, me e Ugo.
teniamo duro e guardiamo avanti...

lunedì 19 maggio 2014

Week end sprecato

Sabato: giornata idillica, sole e vento sui 10 nodi, dopo la settimana di pioggia. Solo è un po' freddino, che è tramontana. Ugo sta in convalescenza, meglio non uscire...vabbè io passo alla lega a  cincischiare un po' con l'albero, crocette, drizze, il solito.
Sabato sera a cena fuori mangio qualcosa che mi fa male.
Domenica: passo la notte al cesso (sorvoliamo i dettagli) la mattina ho qualche linea di febbre. la giornata è una roba indefinita chiuso in casa, nei momenti migliori alla finestra, fuori c'è sole e vento sufficiente per far divertire catamarani, kite, e la squadra laser. L'unica cosa che posso fare è guardarli dalla finestra...

uff due giorni altrimenti perfetti buttati via. 

venerdì 16 maggio 2014

L’inesistente IV zonale laser

Dicesi “inesistente zonale laser” una giornata in cui passi 6 ore in mare, fai 2 regate e te annullano entrambe.
Questo, in breve è quanto è successo.
La giornata inizia sotto i migliori auspici: alle 9:00 c’è una bella tramontana e tanto sole (per inciso la bella tramontata è almeno 3-4 nodi sopra il mio range di competitività, ma non si può avere tutto). Gia il daino senior pregusta una bella giornata, due prove fatte presto e bene, alle 2:00 tutti a terra e alle 4 abbiamo bello e che finito.
Magari…
Per quando è ora di uscire il vento è crollato quasi sotto soglia, c’è giusto quel che basta per navigare in compenso c’è una bella corrente, insomma campo di regata decisamente tattico.
Insieme a noi c’è una manciata di snipe che dovranno partire dopo e girare sulla bolina interna, mentre noi gireremo sulla bolina esterna.
Dopo aver aspettato un bel po’ finalmente partiamo per la prima prova: il vento è lo stesso delle precedenti due ore, però adesso abbiamo delle boe su cui girare, e sono quasi dritte.
Io parto libero a centro linea, dopo aver ciccato i 5 minuti, prendo al volo i 4, in battello hanno una specie di vuvuzela per dare i segnali sonori…santa polpetta non dico di usare il corno di Gondor, ma almeno una trombetta da stadio…per capirci si sente meglio la voce del giudice che scandisce i secondi che non il relativo segnale sonoro!
UDR, un minuto.
Nonostante questo, dicevamo, si parte, e neanche male. Regata con le ginocchia in bocca, e schizzo davanti che più avanti non si può, siamo io e Paolino Lachi che mi marca a uomo, Ugo e Luca sono troppo dietro per metterci paura. Paolo guadagna un interno in boa che gli permette di allungare di mezzo sputo, e così scendiamo per tutto il lasco e per tutta la poppa. Io tento qualcosa, ma c’è poco da fare, se quello davanti a te non dorme e fa la rotta migliore, tu puoi solo tentare altre vie e sperare nei buchi di vento (onestamente non mi ci impegno neanche tanto, che comunque voglio evitare di rimanerci io nei buchi di vento…)
Mentre stiamo risalendo per la seconda bolina, passa il gommone: accorceranno la prova e prenderanno gli arrivi! Bene sono secondo..ehehe…e invece no annullano la prova con noi (me e Paolo) a dieci minuti scarsi dalla boa, perfettamente entro il tempo limite.
Primo veleno della giornata.
hanno annullato questo...cioè non so se mi spiego
Aspettiamo una altro bel po’, il vento è sempre quello ma sta girando girando girando…alla fine pare stabile per  un tempo sufficiente a mettere giù le boe e partiamo per la seconda imbarazzante prova: parto mediamente male, non ci capisco niente perchè ad un certo punto vedo sventolare un primo ripetitore…sparisce subito, ma nel frattempo io penso  che si debba tornare e do una bella poggiata. Insomma passo dietro a u po’ di barche e ci metto u po’ a navigare in aria libera, in fondo alla flotta std…ma non demordo, tengo duro e vengo ricompensato di poppa: trovo il lato giusto, ragiono bene e con calma sulla corrente, il culo di san giusto mi aiuta (bella rotazione): risultato infilo Luca in boa di un paio di lunghezze e riparto per la bolina bello spedito. Durante al seconda poppa, vedo di nuovo il gommone muoversi, fa sue giù tra le boe e non si capisce, vabbo’ io penso a tenere Luca a bada.  Paolo e Ugo sono talmente lontani che riprenderli è impossibile, talmente lontani che quando noi siamo quasi in boa loro sono già a metà lasco finale. Quando noi siamo quasi in boa il famigerato gommone fa salire la cazzo di N un'altra volta, e lì iniziamo la sagra delle madonne. Seconda prova annullata senza apparenti motivi, i primi due sono belli felici in rotta per l’arrivo, e noi seguiamo a ruota…
Secondo veleno della giornata.
Mi giro verso Luca e concordiamo al volo di concludere lo stesso, che siamo regatanti noi. Il finale di regata è senza sorprese, io lo tengo in copertura e taglio terzo, chiudendo la prova 10 minuti dopo l’annullamento e in circa 1h e 15m. faccio presente la cosa agli UDR ovviamente, uno dei quali prova a rispondere:

IO: oh ma che vi siete scordati la sierra a terra?
UDR: no guarda ce l’ho qui!
IO:usarla pareva brutto oggi eh?
UDR:si guarda capisco…
IO: beato te! perchè io oggi proprio non l’ho capito che cazzo avete fatto!

E poi via a terra.
Per la cronaca sullo stesso campo di regata, con lo stesso vento, arrivati dopo di noi gli snipe hanno concluso una prova con riduzione di percorso.

mercoledì 19 marzo 2014

il malocchio

Da qualche parte qualcuno ci odia. 
E ci fa le macumbe nere.
lo so che ci sei...
sulla via del ritorno da Civitavecchia abbiamo forato il carrello stradale in autostrada. Nessun danno apparente alla barca (ancora scarico), ma ora mi tocca fare un bel po' di manutenzione al carrotraino: gomme nuove, parafanghi nuovi (quello della gomma forata è stato divelto nell'impatto con il copertone), altri lavoretti. Siamo rientrati alla base alle 2 e rotti, dopo aver fatto pausa forzata in mezzo al nulla appenninico per un paio d'ore, cambiato la gomma a mezzanotte e ripartiti. 
In compenso la regata è stata quasi disastrosa. 30/35, apriamo la nostra carriera con un bel BFD. 
I dettagli della parte velica a seguire...

mercoledì 4 dicembre 2013

Avevo detto impossible...

Ultimo week end di questo campionato autunnale, ce la giochiamo in 4: noi, e altre tre barche con le vele in carbonchio. 
Noi, che per l'occasione siamo in sottonumero, ingaggiamo al volo Enrico il Bagnino, che in quanto laserista palestrato viene immediatamente randizzato. Manca anche il mio chierichetto, quindi dovrò celebrare messa da solo lì davanti. Per nostra buona sorte c'è poco vento quindi è tutto molto slooow, facile.
Prima di partire per ‘sta benedetta prova ci tocca aspettare un bel po’, e inseguire la barca giuria alla ricerca del vento fantasma per un bel pezzo di adriatico. Ma alla fine, nel primo pomeriggio lo scirocchino si stabilizza e riusciamo a fare una prova (dopo una prima procedura annullata per immobilità delle barche) Partiamo comodi, nessuno tira la partenza, ci scegliamo il bordo e andiamo. Il campo è corto&storto, ma storto assai. Prima bolina davanti, prima poppa idem. L’issata andrebbe fatta in gybe set ma siccome che siamo pochi e rattoppati facciamo la solita e strambata appena possibile: complice una rotazione del vento in pratica è un bordo di lasco stretto, quasi quasi conveniva il genoa. Però filiamo in boa dritti sparati e ammainiamo da manuale, da sottovento: la rotta è talmente alta che qualsiasi altra manovra costringerebbe a strusciare Jessica (il nuovo curvoso fiammante spi rosso) su mezzo rigging.
Durante la seconda bolina vado sotto a rifare lo spi e a girare il circuito, e in quel mentre in pozzetto giustamente vanno per fratte: complice l’assenza del mio acuto sguardo in coperta alla ricerca delle boe, puntano dritti alla layline per la categoria relax, OVVIAMENTE il primo ad accorgermene sono io quando torno in coperta…Ma ormai è tardi e il maltese maledetto si è infilato sagacemente nel varco. Non solo, nel poggiare per prendere l’altra boa (la nostra) richiamo addirittura di non prenderla a causa del vento girevole!
Insomma 10 minuto che non sto in coperta e questi mandano all’aceto una possibile vittoria…ovviamente è colpa del prodiere, anzi ancora meglio: è colpa del chierichetto assente, che di solito resta di vedetta se io ho da fare qualcosa sottocoperta.
Per inciso il resto della bolina e della successiva poppa (a vele bianche tra la bolina larga e il traverso per quanto è storto il campo) il mastro comandante lo passa a bofonchiare a mezza voce “checcoglione..” intervallato dal più classico “che cazzo, la boa sbagliata!”. In pratica è il suo mantra.
Risultato (diramato come da tradizione ORCi alcuni giorni dopo) noi secondi, i meltesi primi per manco un minuto, i cattivoni che non perdono un colpo non pervenuti…li abbiamo incrociati a metà poppa che loro erano a metà bolina…
Domenica, niente di fatto per presunto maltempo: giornata piovosa, fredda ventosa, marosa…insomma figurati se ci facevano uscire!
Quindi salvo strani imprevisti dovremmo essere secondi, per il secondo anno di fila.

Nun c’è ‘gnente da fa.

venerdì 6 settembre 2013

Trofeo medio adriatico – Prima tappa



Ed eccoci di nuovo a Marotta per difendere la coppona che abbiamo conquistato a colpi di proteste l’anno scorso.
Domenica, vento previsto: abbastanza; avversari: abbastanza.
L’ultima volta che ci siamo incrociati eravamo sul Bracciano Lake e siamo arrivati davanti noi.
Questa volta purtroppo si vendicheranno. Con molta cattiveria.
In pratica facciamo tre prove durante le quali, se non riusciamo a scastrarci subito dalla flotta veniamo marcati e assaliti peggio di un ricercato speciale. Intere boline sotto le altrui vele. Poppe con interminabili battaglie all’orza senza che l’avversario di turno si preoccupasse minimamente di andare in boa…basta che ci vada il suo amico.
Due palle!
Non so, noi regatiamo normalmente pensando alla flotta, se incroci un avversario, gli scarichi i tuoi rifiuti e lo costringi ad andare via, ad andare dalla parte sbagliata e ciao. Invece domenica no, sembrava di fare match race 4 contro uno.
Se poi aggiungi che noi ci abbiamo messo del nostro ad essere lenti, infagottati e stupidi (in alcune occasioni) ecco che il risultato è un terzo posto ben lontano dai primi due: per carità 3 di 9 non è schifo, ma i parziali dicono 5 -3-2 in cui solo l’ultima prova eravamo in condizione  di vincere (ci siamo dovuti fare un 720° per un contatto in boa, l’eurotimonante ha avuto un attimo di blackout).
Ci sono alcune cose buone, tipo:
  • la capacità di orzare, quando si tratta di fare prua per costringer l’avversario sopravento a virare la barca c’è e vinciamo i duelli.
  • L’ultima prova dove abbiamo centrato la barca al volo per il poco vento (senza riferimenti, alla Ferrone maniera) e di bolina andavamo finalmente.
  • Una o due astuzie tattiche, tipo mandare un rompibolle che facevano la regata SOLO si di noi a infilarsi sotto le vele di un altro rompibolle che faceva la regata SOLO su di noi dall’altro lato. Non si erano visti tra di loro eheheh


Ma ci sono tante, troppe cose cattive:
  • lo spi quantum che di poppa per scendere proprio non mi è piaciuto, complice delle poppe a bordo unico, insomma non andavamo al solito (di solito di poppa camminiamo abbastanza)
  • poca lucidità nelle manovre, ad esempio ci tocca fare una penalità: invece di fare due giri puliti più che altro rotoliamo da un bordo all’altro senza troppa coordinazione
  • poco passo in condizioni choppy e poco vento (a dirla tutta il poco vento non era una novità)

a vederlo da fuori non neanche così brutto lo spi, è da dentro che proprio nun se po' guardà...mah...
insomma, un podio con l’amaro in bocca.
segnalazioni, foto e classifica le trovate sul sito dei Marottienses

giovedì 8 agosto 2013

So Long Vertigo


Lei.
La barca che ha dato il nome al blog.
È andata.
Così, semplicemente. Vista piaciuta e pagata, e adesso non è più mia.
Non credo che la rivedrò tanto presto sui campi di regata, è andata in mano a dei ragazzini che devono crescerci dentro.


Ma forse è meglio così, meglio non vedere.