lunedì 12 gennaio 2015

Inizio anno Alturoso

Dopo le bonacce equatoriali dei primi giorni 2015, la prima uscita dell’anno ce la siamo fatta io e Ale sulla Strega. Sabato ci ho provato a uscire, sono arrivato ben convinto all’ora giusta, ma all’ora giusta il vento nisba. Se poi ci metti che il supercazzut laserist squaron era steso a terra sui tappetini a fare addominali, allora è proprio sicuro che non si esce neanche a remi. Amen, apro il contender e faccio una modifica alla torretta randa che volevo fare da un po’, giusto un ora di lavoro. Lo scopo è di spostare l’asse del bozzello dall’asse della torretta per renderlo auto pivotante come passa il boma, niente di estremamente nuovo: si fa solitamente con due landine e qualche cristone per montare il tutto, in pratica una roba così:  

questa non è la barca mia, è la barca di Fede che ho studiato attentamente per capirne i segreti ma il concetto è lo stesso.
Domenica mi son messo d’accordo con Ale per allenarci per la Pescara x 2, visto che abbiamo un podio da difendere, questo:
che tra l'altro la FIV quando ci si impegna fa le cose per bene...
Alle 11 al porto aria zero, sembra la fotocopia di ieri. Dopo un po’ di lavoretti tecnici a bordo (principalmente decidere dove installare la GOpro, ci abbiamo messo un’ora facendo le prove per vedere come venivamo inquadrati…vanitosi) molliamo gli ormeggi in assetto scazzoprofescional: neanche togliamo i parabordi, però abbiamo convenuto che la teecamerina attaccata al mezzo marinaio a circa 1,3 m dalla coperta sul pulpito di poppa a sinistra è la posizione ideale.
Sempre scazzoprofescionals apriamo le vele e mentre andiamo con 5 nodi, facciamo sai che? Prendiamo le scotte spi va…e i parabordi restano appesi. Alla conta dei fatti abbiamo un garbino che fa a pugni per prevalere su una tramontana che barcolla ma non molla, mediamente sugli 8 nodi, direzione media…dall’alto verticale su di noi se sommi i vettori. Nella pratica si verificano buffi eventi tipo:
  • raffica di vento caldo, che profuma di terra, è proprio garbino, ma ancora da NW
  • issata spi, a segno, pronti a strambare e…spi gonfio al contrario e praticamente controvento. Segue attimo di incredulità in cui mi giro verso poppa per urlare ad Ale che deve poggiare NON orzare e poi vedo Ale con la barra tutta dalla parte giusta e capisco. Il vento ha saltato di circa 150° all’improvviso! Meno male che sono 6 nodi: se erano 10 avevamo fatto secco lo spi sulle crocette. Poggia che ti ripogga, circa 200° oltre la rotta iniziale riusciamo a strambare come da programma.
A parte queste piccole disavventure, andiamo avanti a virate issate e strambate, finchè non ci molla l’aria e accendiamo la stufetta volvo per tornare a casa. Insomma abbiamo aperto l’anno con un bell’ allenamento con tutti i santi crismi, nonostante i parabordi appesi alle draglie.

Belli, siamo belli, nonostante l'orrido parabordo in coperta che si scorge in basso a destra mentre tenta di nascondersi 

mercoledì 7 gennaio 2015

Stats e riflessioni 2014

Iniziamo col dire che è stato l’anno con più uscite in mare a scopo agonistico (allenamenti e regate) da 5 anni a sta parte. E questo è un dato certamente confortante…

470:
anno devastante in cui sostanzialmente si è inceppata la giostra. Con Ugo non ha funzionato e dopo 4-5 mesi belli e intensi in cui siamo usciti in ogni condizione, abbiamo quasi disalberato, abbiamo eroicamente navigato che manco Soldini (in cui però una sola regata), è finito tutto. Io ci ho messo una pezza timonando e racimolando un 2 tappe di Trofeo Medio Adriatico, raccattando Federico a farmi la prua, giusto per segnare il nome nell’elenco dei partecipanti. E dire che bello entusiasta a inizio stagione si parlava di vele nuove  e ho comprato un albero race reduce dalle olimpiadi buttandoci sopra dei bei soldini. Totale 5 giorni di regata, 21 di allenamento.
Per l’anno prossimo non faccio piani, sono letteralmente allo sbando. Unica barca della zona, senza timoniere, posso solo inventare qualcosa al volo prima delle regata tanto per giocare.

Laser:2 regate fatte, una annullata, 7 allenamenti. Venduto a metà stagione per occasione irripetibile targata contender.

Altre classi: tra snipe e contender si contano 4 regate e 26 allenamenti, (24+1 in contender, a partire da metà luglio) le regate in snipe insospettabilmente carine e divertenti, quella in contender: un socialino tanto per (di cui però ho vinto la line honours…).
In pratica da quando ho preso il contender ho navigato solo con quella. E ancora non riesco a virare con 18-20 nodi…bene… se non altro la flotta c'è  e spinge, ci si diverte e ci si motiva a vicenda.
Per il 2015 punto a fare la stagione contender con una certa continuità e poi vediamo cos’altro capiterà.

Altura:
in pratica solo la Pescara per 2 e la Cooking Cup, la regata più importante della stagione. Terzi alla prima e secondi alla seconda, non male tenuto conto che in pratica non ci alleniamo…

per l’anno prossimo sarà praticamente uguale. Forse (ma dipende dallo stregone che non sempre riesce a far coincidere date delle regate con date lavorative) qualcosa in più tra primaverile e invernale, ma vallo a sapere.

martedì 9 dicembre 2014

Weekendino zoppicante

Sabato: regata altura alle scotte, osipite su un crocierone che più crocierone non si può: roba che per virare saltavo il tavolo del pozzetto da una panca all’ altra. Nulla di fatto per assenza di vento e presenza di corrente di livello rapide del Nilo, il meglio che riusciamo a concludere è stata una partenza non partita (talmente forte ‘sta benedetta corrente che era letteralmente impossibile tagliare bordi meno che quadri…).però si mangia si beve e c’è il sole.

Domenica: la dolce fidanzatina ha una gara in mezzo alle fratte teramane, e io vi assisterò. La gara è nel pomeriggio. Va da se che la mattina alle 8 sto alla lega, pronto a lavorettare/uscire, e faccio entrambi in sequenza. Armo alla buona (dovrei controllare le tensioni ma non lo faccio, vado a fiducia) e esco verso mezzogiorno, quado finalmente il vento si degna di apparire e segnare addirittura 8 nodi…
Insieme a me il supercazzut laserist squaron, e anche il on-the-good-way bambinett team. Almeno ho scoperto che riesco a superare Paolo Lachi di bolina, con un contender (e lui in laser). Se non ci riuscivo manco così cambiavo sport.
Fuori è molto carino e divertente, trapezietto morido, tutto facile, anche se un po’ di ruggine addosso la sento, soprattutto alle prime virate. Però ho messo qualche punto fermo nelle manovre e questo è l’importante (per una corretta virata: passare la scotta a prua di entrambe le gambe, poi flettere il tallone di poppa…)
Vedo anche i miei zii in FD e un mucchietto di bolidi sotto gennaker e squaretop, gente di un certo livello…
Unica nota stonata è che ho fatto secco il grillo che teneva la leva del vang , vai a sapere perché (il grillo, o quel che ne resta, è disperso negli abissi). Ad una prima ispezione la leva in costosissimo carbonchio sembra ok quindi si tratta solo di tovare un grillo compatibile e montarcelo, nel frattempo rabbercio una soluzione stroppi&gomma americana per continuare a navigare, poi comunque mi metto di poppa e quindi il vang neanche è fondamentale…

Lunedì: non pervenuto, dicono che sia stata una giornata di quelle serie, ma io stavo nelle terre di Rohan con la mia bella a costruire gradini intagliandoli nella viva roccia manco fossi un nano di Moria, e quindi nisba. tra l'altro di albero e presepe neanche l'ombra, che tristezza. 

Oggi, ciliegina sulla torta,  mi fa male il ginocchio e zoppico…ma porc…

venerdì 5 dicembre 2014

ehi....

...Non sono sparito nel nulla, è solo che sono stato un po' in giro e comunque a novembre c'è la solita bonaccia pescarese, quindi niente allenamenti giusto qualche lavoretto a a rilento
domani vado in regata con l'altura, ospite di amici, speriamo che si alzi almeno una bavetta!

lunedì 10 novembre 2014

Cascette e cassette

Cascette: quando non riesci a fare un lasco decente che sia uno. è un ingiustizia che l'andatura più divertente sia anche quella in cui passi più tempo in acqua...
sul contender il lasco è una questione di apparente, e sostanzialmente la capacità di vedere l'apparente dipende da quanti midiclorian hai nel sangue...e io sono ancora un giovane padoan, la via è lunga, lunga e bagnata. 
Questo è il sunto di sabato, siamo stati fuori per tre ore piene, con vento degno di tal nome e manovre da dimenticare (un po' meglio a dire il vero, nessun bagno in manovra) più che altro per la lentezza con cui torno in assetto e in velocità. sul passo un po meglio, sono sempre il più lento (e anche il più leggero con aria lavorata conterà anche qualcosa) ma è una lentezza ragionevole data la minore esperienza.
comunque sabato fighissimo, allenamento, birra e patatine per debriefing e spatasciamento. per inciso il debriefing è stato condotto nei baretti del porto (non marina proprio porto canale) dove la fauna locale ci ha fissato per tutto il tempo con un misto di incredulità e sospetto, in piedi tutti intorno al noi seduti ala tavolino.  Solo andando via abbiamo scoperto che stavano puntando il nostro tavolo per il tressette delle 17:00.
il nostro debriefing. ma ho scoperto che siamo dei dilettanti, altrove fanno stinco di maiale con polenta...
Cassette: domenica sono cooptato dalla dolce metà per questioni arboree-equine: andiamo sugli altipiani a piantare alberi e giocare col bestiame ivi presente:
mbe? voi non ce l'avete l'arbre magique in macchina?
bella lei! 
quindi il meglio che posso fare è che in serata, stanco arboreo ed equinamente infangato, dopo una dubbia cena con cinese takeaway, continuo l'opera sulla ultimate cassett of tools: vertici di cazzutaggine mai visti da questo lato del fiume, indubbiamente:
E non so se mi spiego.

giovedì 6 novembre 2014

The mother of all regatant's cassetts of tools



work in progress, sto facendo un lavoro eroico. La mia dolce metà non capisce e mi deride perchè sto catalogando i bozzelli di rispetto in base a marca, misura, numero di pulegge, stato di usura e probabile destinazione d'uso...dilettante!

e non mi ha ancora visto con le viti e le rondelle....ehm....

lunedì 3 novembre 2014

Il Principessino dei bavettari

Sabato e domenica, 2 giorni pregni di contenderitudine. Sabato devo fare un po’ di ammasciate, tipo che pesare la barca (barca nuova non voglio sorprese alle regate!), riarmarla e uscire. Venerdì sera finisce così:
e sabato mattina inizierebbe così, se non fosse che le ho finite:
e quindi inizia così:
insomma mal di testa epico, maledetto vino novello.
Nonostante le premesse, arrivo ragionevolmente puntuale alla Lega, e grazie al prezioso aiuto di Federico potiamo a termine l’operazione “quarto di manzo”  in breve tempo, solo un paio d’ore (per pesare 40 secondi netti, per decidere dove e come armare il paranco bilanciato – o bilancia parancata, fate voi-  quasi due ore). Poi riarmo e faccio due lavoretti in attesa che il vento si stenda, finalmente verso le 12:30. All’una e mezza sono pronto a uscire, Fede no, sta ancora lì che cincischia con gli agugliotti, pazienza vado da solo e lo aspetto fuori.
Appesa come un porco al 2 di gennaio...
Fuori c’è aria da trapezietto, raffiche da trapezio e onda lunga. Incrociata. Ripida. Di bolina, col vento in faccia, ancora ancora. Di poppa, sul bordo che incrocia male una roba che levati! Non so di che colore sono ma probabilmente oscillo tra il rosso pompeiano e il blu tenebra, il collo della muta mi stringe e soffoca, a momenti svengo (andare per mare non è un modo furbo per smaltire l’hangover, decisamente no soprattutto se c’è mare lungo). Strambo, trovo una rotta che mi riporta a terra e faccio fare tutto alla barca per 5-10 minuti, per fortuna su queste mure l’onda è da dietro e quindi mi porta dritto a casa senza troppi scossoni. Sul bordo del rientro un ultimo impeto d’orgoglio mi spinge a lavorare sulle onde con pompata e rollio, tanto per dare un senso a questa debacle…sono stato fuori solo un’ ora e spicci e sto a pezzi. Incrocio Federico che sta uscendo in quel momento scambiamo 2 parole e ci salutiamo lì, scoprirò poi che sfortunato ha beccato solo le ultime raffiche ed è stato fuori meno di me.
Domenica ce la prendiamo comoda. Io devo solo regolare il rake (ieri nonostante la debolezza debilitante ho comunque fatto in tempo a vedere che il vang struscia in coperta, e che ci passo per la si e per la no, con poca aria…)  e poi sono pronto a uscire. Vento zero o quasi, c’è una regata optimist e sono tutti a terra: decidiamo di muoverci solo quando si muovono loro.
Verso l’una prendiamo il mare io, Federico e Guido. Dalle prime boline appare evidente il miracolo eucaristico: grazie ad una combinazione di mia leggerezza, vela wavelength che notoriamente va forte con le ariette, e poderose sculate cammino più di loro, nettamente. Velocità e angolo. Una roba mai vista, se danno le partenze con 4 nodi e se la regata è una monobordo tipo corsa di cavalli me la posso giocare (a manovrare perdo ancora quella mezza lunghezza buona…).
Bolina che ti bolina arriviamo in mezzo al campo di regata dei nanerottoli dove –toh chi si rivede!- c’è la Strega a fare da barca giuria. Tra una partenza e l’altra mi accosto e faccio due chiacchiere con Ale che mi offre un caffè, e dico vuoi mettere che lusso un bel caffe in contender? Poi già che c’è mi scatta anche un paio di foto, ah se ci fosse un po’ di vento vero…
Ci salutiamo che devono dare la partenza ai microbi e non mi va di stare lì in mezzo a disturbare.  raggiungo il resto della flotta e ci spariamo una bella poppa di ritorno.
Con 3 nodi.
Sperimentate le seguenti posizioni:
  • spatasciato da falchetta a falchetta (tutti)
  • sirenetta tutto sottovento (io)
  • seduto spalle a prua al centro (guido), probabilmente infilatosotto la prua passando  con culo e gambe nei fori di ispezione, sbuca solo la testa
  • seduto sul boma spalle a prua al centro (io)
  • spatasciato con piede sul vang per tenere aperto il boma (federico, si è avvicinata una motovedette per controllare che fosse vivo)



insomma un’ora per fare da Francavilla a casa, che due palle…