giovedì 9 gennaio 2014

2013 stats

Abbiamo chiuso l’anno, e come sempre mi faccio due conti in tasca per vedere che ho combinato. Velisticamente,  s’intende.
54 uscite “di lavoro” tra regate e allenamenti su tutte le classi veliche frequentate, circa una a settimana in linea con i miei standard. Di più proprio non mi riesce…ma continuo a provarci. 
470:
  • 7 giorni di regata (2 nazionali tra cui il nobile 14° a Bracciano e l’omettibile a Formia, Trofeo del medio adriatico, Velandiamo e altri eventi minori)
  • 14 uscite in allenamento, tra eurotimoniere e fragliottina e gente casuale/una tantum

Laser:
  • 2 sole regate a inizio stagione, manco mi ricordo i piazzamenti (tipo 2° e 2°)
  • 9 soli allenamenti
  • 3° in ranking assolaser, per quel che vale (siamo tipo in 4…)

Altura:
  • 9 giorni di regata
  • Vittoria della cooking cup (ovviamente merito dei cuochi)
  • 2° al primaverile classe crociera
  • 2° all’autunnale classe crociera (proprio ‘un c’è ngente da fa’)
  • 11° alla sfida, partendo molto ultimi

Varie ed eventuali:
  • 7 giorni di regata su snipe e FJ
  • 6 giorni di allenamento su Snipe, FJ e 49er
  • 9° al campionato nazionale FJ, per un totale di 5 giorni in acqua
  • 8° nazionale Snipe di Pescara
  • 8° alle vele di San Ruffino
  • Incalcolabile numero di scuffie in 49er


Salta subito all’occhio che ho cazzeggiato fortemente in laser. Ma proprio tanto! Il problema è che il calendario zonale di quest’anno è stato unificato in parte al calendario doppi e questo ha portato me ed altri pluriclasse a dover scegliere. In altre occasioni semplicemente è successo che si sovrapponesse con il calendario nazionale 470. Insomma partito male l’anno, non è che poi mi sia sbattuto più di tanto ad allenarmi, questo è quanto.
Il 2014 sarà l’anno della verità, il campionato 470 di zona praticamente non esiste più (sono rimasto solo), vedremo se riesco a fare qualche regata laser in più.
In 470 abbiamo fatto alti e bassi, la barca nuova va benone con vento, un po’ meno bene con arietta. Sta di fatto che la prossima stagione non sarà come questa appena passata, ne parlerò diffusamente più avanti. Resta il fatto che abbiamo fatto due sole nazionali, e una tappa del TMA, il resto sono robette locali (divertenti ma niente di serio dal punto di vista agonistico)
In altura è la solita attività zonale stabile e senza sorprese, anche se abbiamo salutato con giubilo l’arrivo dello spi nuovo.

Infine la vera novità del 2013 è stata la mia attività di prodiere in affitto, ho fatto regate qua e là per i puro gusto di farle. Bene in snipe (dove una sanruffinica trasferta non si rifiuta mai e ho detto MAI), carino in FJ: bella l’esperienza, ma definitivamente la barca mi mette in difficoltà dimensionali. Per il 2014 continuerò a fare il freelance, magari limitandomi allo snipe (anche se non è detto: un Lannister accetta sempre quanto gli viene offerto).


martedì 17 dicembre 2013

Figata delle figate!

questo sito, segnalato da velablog, è figherrimo! 


non aggiungo altro, se non queste fote per darvi un' idea: 


mercoledì 4 dicembre 2013

Avevo detto impossible...

Ultimo week end di questo campionato autunnale, ce la giochiamo in 4: noi, e altre tre barche con le vele in carbonchio. 
Noi, che per l'occasione siamo in sottonumero, ingaggiamo al volo Enrico il Bagnino, che in quanto laserista palestrato viene immediatamente randizzato. Manca anche il mio chierichetto, quindi dovrò celebrare messa da solo lì davanti. Per nostra buona sorte c'è poco vento quindi è tutto molto slooow, facile.
Prima di partire per ‘sta benedetta prova ci tocca aspettare un bel po’, e inseguire la barca giuria alla ricerca del vento fantasma per un bel pezzo di adriatico. Ma alla fine, nel primo pomeriggio lo scirocchino si stabilizza e riusciamo a fare una prova (dopo una prima procedura annullata per immobilità delle barche) Partiamo comodi, nessuno tira la partenza, ci scegliamo il bordo e andiamo. Il campo è corto&storto, ma storto assai. Prima bolina davanti, prima poppa idem. L’issata andrebbe fatta in gybe set ma siccome che siamo pochi e rattoppati facciamo la solita e strambata appena possibile: complice una rotazione del vento in pratica è un bordo di lasco stretto, quasi quasi conveniva il genoa. Però filiamo in boa dritti sparati e ammainiamo da manuale, da sottovento: la rotta è talmente alta che qualsiasi altra manovra costringerebbe a strusciare Jessica (il nuovo curvoso fiammante spi rosso) su mezzo rigging.
Durante la seconda bolina vado sotto a rifare lo spi e a girare il circuito, e in quel mentre in pozzetto giustamente vanno per fratte: complice l’assenza del mio acuto sguardo in coperta alla ricerca delle boe, puntano dritti alla layline per la categoria relax, OVVIAMENTE il primo ad accorgermene sono io quando torno in coperta…Ma ormai è tardi e il maltese maledetto si è infilato sagacemente nel varco. Non solo, nel poggiare per prendere l’altra boa (la nostra) richiamo addirittura di non prenderla a causa del vento girevole!
Insomma 10 minuto che non sto in coperta e questi mandano all’aceto una possibile vittoria…ovviamente è colpa del prodiere, anzi ancora meglio: è colpa del chierichetto assente, che di solito resta di vedetta se io ho da fare qualcosa sottocoperta.
Per inciso il resto della bolina e della successiva poppa (a vele bianche tra la bolina larga e il traverso per quanto è storto il campo) il mastro comandante lo passa a bofonchiare a mezza voce “checcoglione..” intervallato dal più classico “che cazzo, la boa sbagliata!”. In pratica è il suo mantra.
Risultato (diramato come da tradizione ORCi alcuni giorni dopo) noi secondi, i meltesi primi per manco un minuto, i cattivoni che non perdono un colpo non pervenuti…li abbiamo incrociati a metà poppa che loro erano a metà bolina…
Domenica, niente di fatto per presunto maltempo: giornata piovosa, fredda ventosa, marosa…insomma figurati se ci facevano uscire!
Quindi salvo strani imprevisti dovremmo essere secondi, per il secondo anno di fila.

Nun c’è ‘gnente da fa.

venerdì 22 novembre 2013

E nel frattempo....

...continuo a prendermi cura di Little wing: ho stuccato il messaggero della ghinda (cimino del caspio, rotto dentro l'albero, sigh) l'ho sostituito impiombandoci metà della vecchia drizza spi (spectra da 3 calzata altro che!) che ho prontamente sostituito con una un peletto più lunga per avere un po' di imbando in sacca. L'impiombatura non è la più bella che abbia mai fatto ma ne sono venuto a capo: volevo fare una calzata completa ma da 3 non ci sono riuscito, mi sono dovuto accontentare di impiombare l'anima e rimetterci su la calza e cucire il tutto. L'altra emtà della drizza servirà a replicare sull'altro albero, una faticaccia...

martedì 19 novembre 2013

mission impossible...

Domenica, regata dell'invernale altura. Noi in classe Crociera, un po' come tutti, visto che la classe regata è di fatto un match race impari (un 39 conto un 41...fate vobis)
una sola prova, col vento giusto, bella divertente, sempre -dico sempre- in aria libera, sempre primi in boa, 4 minuti in reale al secondo e 6 minuti all'aversario più temibile...e secondi in compensato. 
Secondi.
Dietro di due minuti, dopo avergliene dati 6. in pratica bisogna sparargli...
vabbè sono gli scazzi delle regate in tempo compensato, li conosciamo.
però ci siamo divertiti, tiè!

alcuni momenti imperdibili della nostra prova: 
  • un ammainata spi, come sempre nell'ultima mezza lunghezza disponibile, ammainavamo mente il genoa veniva strotolato. Il dio dei frullaprua ci ha graziato, io avevo già visto brandelli di spi accuratamente incastrati nel salsicciotto del genoa, roba che stavamo ancora lì a scastrare il tutto.
  • un altra ammainata, in fase preparatoria ribadisco a Clò -centrale- che voglio il tangone giù a sparo, anche se ci sono io sotto:
IO (sguardo da prodiere dopato): Clò ti autorizzo a tirarmelo in testa, basta che viene giù veloce
CLO(sguardo da mamma preoccupata, ex prodiera sa di che parla) no dai, aspetta, io, ma, insomma...
IO: vabbè dai ti autorizzo ad avvertirmi che mi stai uccidendo ma non ti fermare, CHIARO?
in effetti non si è fermata, brava.
  • il nostro tattico, che come da migliore tradizione vira corto e spera nel buono, e il nostro timoniere che come da tradizione ci prova fino all'ultimo, risultato boa toccata  e 360°. 

si si, siamo dei fenomeni.
  


martedì 15 ottobre 2013

Laser ‘n’ 49er

È l’accoppiata tipo di questi ultimi week end. Sabato laser, domenica 49er. Iniziamo da una settimana fa. Domenica è prevista l’ultima zonale laser, indi per cui sabato mi ci alleno un po’ giusto per ricordarmi come si fa. Uscita onesta, vento in doppia cifra, manovre manovre manovre. Io sono lento, lento, lento.
Amen raccogliamo quel che si può, non è che mi sia ammazzato in laser questa stagione.
Domenica di vento neanche l’ombra. Aspettiamo e aspettiamo un altro po’ saremmo addirittura 6 standard, ma alla fine il pur volenteroso comitato (sono usciti col gommone e l’anemometro, sono stati fuori un’ oretta a cercare il vento) ci lascia a terra. Ormai siamo già vestiti in assetto race, una seppur minima bavetta c’è…sai cosa?guarda caso il piccolo e previdente Corr ha portato anche l’imbragatura…Armiamo il 49er e usciamo io e il mastro timoniere. Uscita quasi fallimentare, pochissimi vento, ma -issimo -issimo, il che ci permette di navigare sotto gennaker per la prima volta (wow…) ma anche che ci costringe a rientrare con le ginocchia in bocca. Assurdo, mi tocca stare spatasciato sottovento pure su un 49er.
Tra l’altro appuriamo -il mastro timoniere ed io- che lui non amoreggia troppo con trapeziame e cilici, insomma se la passa seduto in barca, dopo qualche timido e umido tentativo.
Vabbè rientriamo che è quasi buio, però se non altro abbiamo provato il gennaker, che io guardo con gli occhi a cuoricino.
Non è bellissimo?
Nel frattempo passa una settimana in cui non succede nulla o quasi: solo mi metto d’accordo con un esperto timoniere di 49er per uscire domenica, uno che a quanto pare conoscono tutti tranne me, il contatto me lo ha passato Sant’Elvira e io mi son fidato ciecamente. Sant’Elvira è Sant’Elvira, mica ciaspolotti!
Sabato nel pomeriggio, comodo comodo , che c’è una bella tramontana, ma nessuno si allena, il supercazzut laserist squaron è assente. Io nell’indecisione di cosa fare (e c’è onda, e c’è vento, e fa freddo, e sono vecchio…) do una grattatina al 470 per cartare e lucidare le parti recentemente ripassate col gelcoat grigetto. Ma poi mi rompo a grattare, e decido quindi di uscire, è un po’ tardi, ma il vento sembra tenere, è di perturbazione…
Fuori ce n’è un bel po’. Io mi sparo la mia ora e mezza di lavoro duro, prima che inizi a percepire un tremito nella forza, e appena lo percepisco mi butto a terra. Perfetto: arrivato al circolo il vento molla del tutto, c’è ancora luce e faccio in tempo a docciarmi per l’aperitivo: che vuoi di più?
Vuoi uscire col mostro, col bolide, col Mig. Cosa che puntualmente è avvenuta domenica con Ludovico. Ludovico è il contatto. Ludovico ha un prodiere a trieste che convocato in videoconferenza ci teleguida nell’armo e nell’ottimizzazione. Ludovico la sa portare.
Armiamo e aspettiamo che arrivi il vento. C’è anche Ugo che sta armando il suo laser radial, e si prenota per un giro…ma oggi usciamo io e lui, sempre che il vento si metta. Facciamo saltare i rispettivi programmi, e usciamo ad ora di pranzo in pratica, con uno scirocchetto in salita  che toccherà la vertiginosa intensità di 7 nodi sotto raffica.
Sette nodi col gennaker significa in due al trapezio, e il genny che tira come uno spi al traverso con 20 nodi. Ci vogliono due mani, pazzesco.
Al primo bordo scuffiamo un po’ stupidamente, io avevo il paranco alto e facevo poca leva: la terrazza di sottovento si è infilata in acqua e non c’è stato niente da fare, amen, bagnetto, ammainata dall’acqua e via di nuovo, una volta ripartiti Ludovico cerca di valutaer come reagisco alla scuffia, e mi fa:

Ludovico (occhio valutativo di chi sonda il terreno): oh, ma adesso 5 minuti e ci riproviamo, eh?
Me (cazzutamente bagnato): perché ti servono 5 minuti?

E lì ridiamo gennaker e ci diamo dentro, bordi e qualche strambata. Io ricordo ciò che ho letto su come strambare sotto gennaker: Rule 1: think positive. Incoraggiante…
Ma Ludo sa il suo e filiamo lisci. Ad un certo punto mentre navighiamo bel belli, sento uno STONK che un po’ mi preoccupa, e gira che ti rigira scopro che ha ceduto il bozzello in testa d’albero per la drizza del genny, che adesso passa direttamente dal foro sull’albero. No buono, ammainiamo e torniamo a terra che tra l’altro sì è fatta una certa e mi sta iniziando la maratona di Ginnaste su MTV ;-)
Quando sento la musichetta di ginnaste mi parte qualcosa dentro che neach’io so come…
A terra ci diamo un appuntamento indefinito per il futuro, settimane prossime io ho un po’ di impegni non derivistici, e neanche velici, quindi se ne riparlerà a novembre inoltrato. E nel frattempo dobbiamo tirare giù il palo per il gennybozzello e dare una scorciata alla lungherrima drizza gennaker.  

martedì 1 ottobre 2013

un sabato da Leoni...marini

Sabato, finalmente si esce col nuovo bolide targato LNI.
Ho passato metà del mio tempo in acqua a raddrizzare e l’altra metà a  fare la più veloce e penosa bolina della mia carriera
È instabile, nervosa, bastarda, dolorosa.
La amo.
Ingenuo come pochi arrivo ben prima del prodiere designato (Enrico il Bagnino, scelto perchè sa nuotare bene in primo luogo)  e inizio ad armare la barca. Parto positivo, giocando con le sartie basse riesco ad avere le tensioni che vorrei un po’ ovunque, e il bender rivisto e corretto va una meraviglia (ma sempre lo teniamo d’occhio…).
Dicevo, ingenuo come pochi, armo fiocco, gennaker…gennaker??? Si, sono convinto che lo useremo, ci sono tipo 6-7 nodi….
Si, certo.
Poi arriva Enrico, tiriamo su randa, ci cambiamo e qui iniziano le mie perplessità: lui spavaldo, costumino petto nudo e piedi nudi. Io gli faccio presente che si farà male e che staremo molto tempo in acqua: le scuffie sono garantite. Lui dice di volerla prendere così, spavaldamente…contento lui…
Usciamo e riusciamo a fare circa 3-4 minuti senza scuffiare, bolina larga/traverso per uscire fuori dalla zona diga. Bordo dritto, ripenso alla mia dolce fidanzatina (che non sarà velista di professione ma per osmosi ormai ne sa a pacchi) che prendendo per il culo diceva:


“ ok si andate fuori e poi una volta che volete virare…già mi immagino vuoi due che puntate alla Croazia senza il coraggio di toccare niente”


E in effetti alla prima virata scuffiamo. E guarda caso passano di lì:
  1. i miei zii FD muniti, che li sentiamo che ridono da 100 metri prima…’stardi…
  2. l’esperto catamaranista Mauro che pure lui ci mette un po’ di carico, ma almeno rispetta l’eroica scelta (scoprirò poi che ha un passato sui 49er il catamaranaro)
  3. Il buon guido col suo contender,  che in effetti passa guarda, dice di mollare il vang e gli brillano gli occhi.
  4. vari ed eventuali, soci e passanti velici che semplicemente se c’è qualcosa da vedere si fiondano.

Insomma abbiamo un bel pubblico, e noi per gentilezza replichiamo lo spettacolo. Il vero problema è che Enrico non parla col trapezio (mentre io ricordavo che…) e neanche con le terrazze, sta l a centro barca seduto con la randa in mano, un po’ statico a dirla tutta. In questa configurazione io mi ritrovo un po’ a fare i salti mortali, e soprattutto metto il culo in acqua una volta di troppo, perdo il contatto e stucco l’elastico del mio trapezio. Risultato dobbiamo rientrare, visto che io l’unico appenditore  a bordo è privato del suo appendino. Per fortuna il rientro è una bolina sulle altre mura (quindi ho il trapezio integro e funzionante) con un solo breve bordo per rialzarci di rotta durante la quale io rocambolescamente acchiappo il trapezio e mi tengo in qualche modo.
Insomma il bordo di rientro alla fine è stata una navigazione se non altro consapevole, bolina due virate, avvicinamento a terra. Tutto liscio più o meno.
Con la barca al 20 % del potenziale a essere gentili.
Avremo fatto 7-8 nodi a essere scarsi.
Wow.

Ne voglio ancora.