martedì 9 dicembre 2014

Weekendino zoppicante

Sabato: regata altura alle scotte, osipite su un crocierone che più crocierone non si può: roba che per virare saltavo il tavolo del pozzetto da una panca all’ altra. Nulla di fatto per assenza di vento e presenza di corrente di livello rapide del Nilo, il meglio che riusciamo a concludere è stata una partenza non partita (talmente forte ‘sta benedetta corrente che era letteralmente impossibile tagliare bordi meno che quadri…).però si mangia si beve e c’è il sole.

Domenica: la dolce fidanzatina ha una gara in mezzo alle fratte teramane, e io vi assisterò. La gara è nel pomeriggio. Va da se che la mattina alle 8 sto alla lega, pronto a lavorettare/uscire, e faccio entrambi in sequenza. Armo alla buona (dovrei controllare le tensioni ma non lo faccio, vado a fiducia) e esco verso mezzogiorno, quado finalmente il vento si degna di apparire e segnare addirittura 8 nodi…
Insieme a me il supercazzut laserist squaron, e anche il on-the-good-way bambinett team. Almeno ho scoperto che riesco a superare Paolo Lachi di bolina, con un contender (e lui in laser). Se non ci riuscivo manco così cambiavo sport.
Fuori è molto carino e divertente, trapezietto morido, tutto facile, anche se un po’ di ruggine addosso la sento, soprattutto alle prime virate. Però ho messo qualche punto fermo nelle manovre e questo è l’importante (per una corretta virata: passare la scotta a prua di entrambe le gambe, poi flettere il tallone di poppa…)
Vedo anche i miei zii in FD e un mucchietto di bolidi sotto gennaker e squaretop, gente di un certo livello…
Unica nota stonata è che ho fatto secco il grillo che teneva la leva del vang , vai a sapere perché (il grillo, o quel che ne resta, è disperso negli abissi). Ad una prima ispezione la leva in costosissimo carbonchio sembra ok quindi si tratta solo di tovare un grillo compatibile e montarcelo, nel frattempo rabbercio una soluzione stroppi&gomma americana per continuare a navigare, poi comunque mi metto di poppa e quindi il vang neanche è fondamentale…

Lunedì: non pervenuto, dicono che sia stata una giornata di quelle serie, ma io stavo nelle terre di Rohan con la mia bella a costruire gradini intagliandoli nella viva roccia manco fossi un nano di Moria, e quindi nisba. tra l'altro di albero e presepe neanche l'ombra, che tristezza. 

Oggi, ciliegina sulla torta,  mi fa male il ginocchio e zoppico…ma porc…

venerdì 5 dicembre 2014

ehi....

...Non sono sparito nel nulla, è solo che sono stato un po' in giro e comunque a novembre c'è la solita bonaccia pescarese, quindi niente allenamenti giusto qualche lavoretto a a rilento
domani vado in regata con l'altura, ospite di amici, speriamo che si alzi almeno una bavetta!

lunedì 10 novembre 2014

Cascette e cassette

Cascette: quando non riesci a fare un lasco decente che sia uno. è un ingiustizia che l'andatura più divertente sia anche quella in cui passi più tempo in acqua...
sul contender il lasco è una questione di apparente, e sostanzialmente la capacità di vedere l'apparente dipende da quanti midiclorian hai nel sangue...e io sono ancora un giovane padoan, la via è lunga, lunga e bagnata. 
Questo è il sunto di sabato, siamo stati fuori per tre ore piene, con vento degno di tal nome e manovre da dimenticare (un po' meglio a dire il vero, nessun bagno in manovra) più che altro per la lentezza con cui torno in assetto e in velocità. sul passo un po meglio, sono sempre il più lento (e anche il più leggero con aria lavorata conterà anche qualcosa) ma è una lentezza ragionevole data la minore esperienza.
comunque sabato fighissimo, allenamento, birra e patatine per debriefing e spatasciamento. per inciso il debriefing è stato condotto nei baretti del porto (non marina proprio porto canale) dove la fauna locale ci ha fissato per tutto il tempo con un misto di incredulità e sospetto, in piedi tutti intorno al noi seduti ala tavolino.  Solo andando via abbiamo scoperto che stavano puntando il nostro tavolo per il tressette delle 17:00.
il nostro debriefing. ma ho scoperto che siamo dei dilettanti, altrove fanno stinco di maiale con polenta...
Cassette: domenica sono cooptato dalla dolce metà per questioni arboree-equine: andiamo sugli altipiani a piantare alberi e giocare col bestiame ivi presente:
mbe? voi non ce l'avete l'arbre magique in macchina?
bella lei! 
quindi il meglio che posso fare è che in serata, stanco arboreo ed equinamente infangato, dopo una dubbia cena con cinese takeaway, continuo l'opera sulla ultimate cassett of tools: vertici di cazzutaggine mai visti da questo lato del fiume, indubbiamente:
E non so se mi spiego.

giovedì 6 novembre 2014

The mother of all regatant's cassetts of tools



work in progress, sto facendo un lavoro eroico. La mia dolce metà non capisce e mi deride perchè sto catalogando i bozzelli di rispetto in base a marca, misura, numero di pulegge, stato di usura e probabile destinazione d'uso...dilettante!

e non mi ha ancora visto con le viti e le rondelle....ehm....

lunedì 3 novembre 2014

Il Principessino dei bavettari

Sabato e domenica, 2 giorni pregni di contenderitudine. Sabato devo fare un po’ di ammasciate, tipo che pesare la barca (barca nuova non voglio sorprese alle regate!), riarmarla e uscire. Venerdì sera finisce così:
e sabato mattina inizierebbe così, se non fosse che le ho finite:
e quindi inizia così:
insomma mal di testa epico, maledetto vino novello.
Nonostante le premesse, arrivo ragionevolmente puntuale alla Lega, e grazie al prezioso aiuto di Federico potiamo a termine l’operazione “quarto di manzo”  in breve tempo, solo un paio d’ore (per pesare 40 secondi netti, per decidere dove e come armare il paranco bilanciato – o bilancia parancata, fate voi-  quasi due ore). Poi riarmo e faccio due lavoretti in attesa che il vento si stenda, finalmente verso le 12:30. All’una e mezza sono pronto a uscire, Fede no, sta ancora lì che cincischia con gli agugliotti, pazienza vado da solo e lo aspetto fuori.
Appesa come un porco al 2 di gennaio...
Fuori c’è aria da trapezietto, raffiche da trapezio e onda lunga. Incrociata. Ripida. Di bolina, col vento in faccia, ancora ancora. Di poppa, sul bordo che incrocia male una roba che levati! Non so di che colore sono ma probabilmente oscillo tra il rosso pompeiano e il blu tenebra, il collo della muta mi stringe e soffoca, a momenti svengo (andare per mare non è un modo furbo per smaltire l’hangover, decisamente no soprattutto se c’è mare lungo). Strambo, trovo una rotta che mi riporta a terra e faccio fare tutto alla barca per 5-10 minuti, per fortuna su queste mure l’onda è da dietro e quindi mi porta dritto a casa senza troppi scossoni. Sul bordo del rientro un ultimo impeto d’orgoglio mi spinge a lavorare sulle onde con pompata e rollio, tanto per dare un senso a questa debacle…sono stato fuori solo un’ ora e spicci e sto a pezzi. Incrocio Federico che sta uscendo in quel momento scambiamo 2 parole e ci salutiamo lì, scoprirò poi che sfortunato ha beccato solo le ultime raffiche ed è stato fuori meno di me.
Domenica ce la prendiamo comoda. Io devo solo regolare il rake (ieri nonostante la debolezza debilitante ho comunque fatto in tempo a vedere che il vang struscia in coperta, e che ci passo per la si e per la no, con poca aria…)  e poi sono pronto a uscire. Vento zero o quasi, c’è una regata optimist e sono tutti a terra: decidiamo di muoverci solo quando si muovono loro.
Verso l’una prendiamo il mare io, Federico e Guido. Dalle prime boline appare evidente il miracolo eucaristico: grazie ad una combinazione di mia leggerezza, vela wavelength che notoriamente va forte con le ariette, e poderose sculate cammino più di loro, nettamente. Velocità e angolo. Una roba mai vista, se danno le partenze con 4 nodi e se la regata è una monobordo tipo corsa di cavalli me la posso giocare (a manovrare perdo ancora quella mezza lunghezza buona…).
Bolina che ti bolina arriviamo in mezzo al campo di regata dei nanerottoli dove –toh chi si rivede!- c’è la Strega a fare da barca giuria. Tra una partenza e l’altra mi accosto e faccio due chiacchiere con Ale che mi offre un caffè, e dico vuoi mettere che lusso un bel caffe in contender? Poi già che c’è mi scatta anche un paio di foto, ah se ci fosse un po’ di vento vero…
Ci salutiamo che devono dare la partenza ai microbi e non mi va di stare lì in mezzo a disturbare.  raggiungo il resto della flotta e ci spariamo una bella poppa di ritorno.
Con 3 nodi.
Sperimentate le seguenti posizioni:
  • spatasciato da falchetta a falchetta (tutti)
  • sirenetta tutto sottovento (io)
  • seduto spalle a prua al centro (guido), probabilmente infilatosotto la prua passando  con culo e gambe nei fori di ispezione, sbuca solo la testa
  • seduto sul boma spalle a prua al centro (io)
  • spatasciato con piede sul vang per tenere aperto il boma (federico, si è avvicinata una motovedette per controllare che fosse vivo)



insomma un’ora per fare da Francavilla a casa, che due palle… 

venerdì 31 ottobre 2014

20 giorni

20 giorni di Volvo Ocean Race, e si potrebbe riassumere in questo modo:

"posizionati sempre tra l'avversario e l'arrivo della prossima tappa" 

Perchè è questo che stanno facendo, spiegato benissimo con le merendine sulla coperta di Brunel: se gli entra lo scarso, si trovano avanti in boa.
Wow.

lunedì 27 ottobre 2014

Dei Cristi e delle Madonne a due a due finché non diventano dispari

I miei primi 20 nodi in contender li ricorderò per questo motivo:
Su, da bravi mettetevi in ordine alfabetico...San Zenobio, tu vai dietro a san Zaccaria!
per il resto gnente, con ventone e onda formata (ma soprattutto l’onda devo dire) ho difficolta consistenti a manovrare di bolina e a fare i laschi. Le poppe vanno da dio, si plana in maniera egregia.
Sono uscito sabato con la squadra laser, e domenica con Guido. Sabato ci saranno stati 20 nodi da tramontana e onda consistente, insomma un discreto casino. Il principali problemi li ho avuti nel virare da mure a dritta a mure a sinistra, (mi incastro sotto al boma, strano nell’altro verso no: schiena asimmetrica?) e in generale ad uscire dalle virate rapido, il più delle volte mi incastravo con la scotta e non arrivavo ai trapezi in tempo, il risultato non cambia: barca sdraiata e io in piedi sulla deriva. Ma niente di che, sono problemi che si risolvono facendo 2-300 virate finchè non impari. Sono un po’ meno sereno riguardo l’argomento “piantarsi al vento in virata” perché da solo non ne vengo a capo.
Al lasco mi dimentico di: 1 mollare il vang  (o meglio lo mollo ma non abbastanza), 2 alzare il paranco. Risultato: al primo tentativo decollo dopo secondi 3 e vengo proiettato nel regno di lontano lontano, al secondo (privo dei filetti segnavento, incollati alla vela) dopo 40-50 secondi veramente fighi e veloci,  un’ onda più alta delle altre mi travolge e mi trascina via…quando torno rovinosamente a bordo do una facciata al vang che levati, ed è lì  che decido che prima di farmi male davvero è il caso di puntare a terra…la poppa con 20 nodi per il rientro è una scoperta: sembra di stare su un giocattolo, rispetto al laser la barca naviga sulle rotaie. Rientrando quando ormai sono a terra   con deriva e timone su -e barca praticamente ingovernabile per questo motivo- impatto con la vela sul paletto delle acque sicure, spinto dall’ennesimo frangente bastardo, facendo il danno di cui sopra. Dopo il mio mesto rientro seguono 2 laseristi nell’ordine A) cinghia rotta B) a rischio ipotermia. Nzomma ‘na giornatina.
Domenica pomeriggio esco con Guido. Un’ ora soltanto giusto per fare un po’ di passo. Guido mi riassetta la barca, toccando qui e lì, e in teoria dovrebbe andare meglio: in effetti è vero, c’è anche meno vento (sui 15 invece che sui 20) per cui scuffio solo in manovra (meno rake = meno spazio) ma il passo migliora sensibilmente (Guido se ne va con facilità ma non di angolo).
A lasco il solito disastro e di poppa la solita goduria: sono riuscito a salire sull’onda che precedeva, in planata costante: non dico che camminavo più di guido, ma forse (e dico forse) quanto lui.
Lo dico ovviamente per rialzarmi il morale da solo…ehm…