lunedì 13 gennaio 2014

470 - La svolta

Ed un bel giorno di dicembre, l’eurotimoniere mi informa che per il 2014 vorrebbe tirare un po’ i remi in barca, impegni familiari, poi le tasche piene di prendere schiaffoni dai ragazzini che vengono su dal 420…E poi la vera verità, è che vuole provare a qualificarsi al mondiale 2015 in snipe, e per farlo si deve fare la stagione 2014 sullo snipe appunto. (con chi, con quale barca, con quali ambizioni non mi è chiaro. La mia impressione è che sia un tentativo mal congegnato in partenza: per finire nei primi 5 –anche in classe snipe!- ti ci vogliono barca decente, vele nuove di pacca e prodiere costante e allenato)
Molto cortesemente mi chiede anche se la cosa può interessarmi.
Molto gentilmente declino.
Io non ne ho le tasche piene di planare sotto spi: questioni di punti di vista, in fondo sono io quello appeso che si diverte…
E così le nostre strade si separano, almeno per un po’. E io mi ritrovo a cercare un timoniere per rimettere il culo in acqua. Mi guardo un po’ attorno, gente brava ce n’è, gente brava con tempo da perdere per andare in 470 un po’ meno…
E così un bel giorno di gennaio, ci troviamo io e Ugo, per uscire (anche se poi non siamo usciti, garbino rafficoso per la nostra prima volta…forse non era il caso). Ugo è un laserista radial, di quelli che in zona girano davanti. Ha anche una bel curriculum di monotipi e minialtura, insomma potrebbe essere un ottimo acquisto. È interessato ma ha la cautela di chi approccia per la prima volta ad una nuova classe. Io sono mooolto interessato e basta.

Ci abbiamo riprovato questo week end, stay tuned

venerdì 10 gennaio 2014

Piccole buffe stranezze del sottomondo

Dove con sottomondo si intende quell’interessante e variegata popolazione delle classi non olimpiche, che quest’anno ho frequentato un po’.
Iniziamo con la perla delle perle: In snipe per lubrificare il manicotto dello sparatangone i più forti sono convinti che la mano santa sia la crema nivea. Proprio la Nivea! nel barattolo basso e azzurro, diffidate anche dalle altre marche di creme idratanti. (per inciso io ho continuato ad usare il WD40 che è un lubrificante di professione). Posso solo immaginare quale campionissimo dei primi anni ’90, trovatosi a corto della preziosa bomboletta mentre armava la sua barca che cammina, abbia sopperito con brillante inventiva con la crema mani della moglie e da allora tutti così.
-Amore hai qualcosa per lubrificare lo spara tangone?
-lo sparache?...(mumble mumble)...Porco! siamo in pubblico e tu hai una regata da fare!
In FJ abbattono in carena per qualsiasi cosa, per regolare le crocette (e posso ancora capirli) per misurare il rake e prebend (!), anche per assicurarsi che la randa sia in testa. Hanno ‘sta passione per scuffiare la barca a terra, nun c’è gnente da fa’.
Sempre in FJ si vedono tra le più fantasiose e complicate soluzioni a problemi noti e già risolti e sepolti, tipo: drizza spi rinviata al solito paranco elastico, non già 1:3 ma 1:5, rinviato di lato, lungo la panca invece che al centro, tanto per aggiungere 2 o 3 bozzelli in più…oppure rullo di solinghiana memoria precaricato con elastico ritorto a poppa e/o guinzaglio estensibile del cane  (smontato il guinzaglio, montata la drizza) legato a poppa. Quest’ultimo molto fantasioso, va detto.
Ancora in FJ: Circuito scotta randa bifido (tipo snipe per capirsi) passante nel boma (figo! Scotta a scomparsa) uscente da un rinvio incassato nel boma, e da qui verso la torretta direte voi…no! verso un bozzello esterno fissato con un ponticello sul boma in verticale sopra la torretta, 10 cm più a poppa del rinvio di cui sopra. Ma mettere il rinvio 10 cm dietro  e stop pare brutto vero? Eppure sul laser (o sullo snipe o sul vaurien, o sul vattelappesca) funziona così bene…
Non lo so, più lo guardo più non capisco…è non è che sia un cassone che galleggia con onda a favore, è una barca nuova, figa e sbrilluccosa! Mah…
La poche centre: una sola per gli snipes e due (una per tutte le stagioni e una di sopravvivenza) per i FJ…io ne ho 5, e sono abbastanza normale come 470opode ;-)

Vabbuò il mondo è bello perchè è pieno di barche strambe.

giovedì 9 gennaio 2014

2013 stats

Abbiamo chiuso l’anno, e come sempre mi faccio due conti in tasca per vedere che ho combinato. Velisticamente,  s’intende.
54 uscite “di lavoro” tra regate e allenamenti su tutte le classi veliche frequentate, circa una a settimana in linea con i miei standard. Di più proprio non mi riesce…ma continuo a provarci. 
470:
  • 7 giorni di regata (2 nazionali tra cui il nobile 14° a Bracciano e l’omettibile a Formia, Trofeo del medio adriatico, Velandiamo e altri eventi minori)
  • 14 uscite in allenamento, tra eurotimoniere e fragliottina e gente casuale/una tantum

Laser:
  • 2 sole regate a inizio stagione, manco mi ricordo i piazzamenti (tipo 2° e 2°)
  • 9 soli allenamenti
  • 3° in ranking assolaser, per quel che vale (siamo tipo in 4…)

Altura:
  • 9 giorni di regata
  • Vittoria della cooking cup (ovviamente merito dei cuochi)
  • 2° al primaverile classe crociera
  • 2° all’autunnale classe crociera (proprio ‘un c’è ngente da fa’)
  • 11° alla sfida, partendo molto ultimi

Varie ed eventuali:
  • 7 giorni di regata su snipe e FJ
  • 6 giorni di allenamento su Snipe, FJ e 49er
  • 9° al campionato nazionale FJ, per un totale di 5 giorni in acqua
  • 8° nazionale Snipe di Pescara
  • 8° alle vele di San Ruffino
  • Incalcolabile numero di scuffie in 49er


Salta subito all’occhio che ho cazzeggiato fortemente in laser. Ma proprio tanto! Il problema è che il calendario zonale di quest’anno è stato unificato in parte al calendario doppi e questo ha portato me ed altri pluriclasse a dover scegliere. In altre occasioni semplicemente è successo che si sovrapponesse con il calendario nazionale 470. Insomma partito male l’anno, non è che poi mi sia sbattuto più di tanto ad allenarmi, questo è quanto.
Il 2014 sarà l’anno della verità, il campionato 470 di zona praticamente non esiste più (sono rimasto solo), vedremo se riesco a fare qualche regata laser in più.
In 470 abbiamo fatto alti e bassi, la barca nuova va benone con vento, un po’ meno bene con arietta. Sta di fatto che la prossima stagione non sarà come questa appena passata, ne parlerò diffusamente più avanti. Resta il fatto che abbiamo fatto due sole nazionali, e una tappa del TMA, il resto sono robette locali (divertenti ma niente di serio dal punto di vista agonistico)
In altura è la solita attività zonale stabile e senza sorprese, anche se abbiamo salutato con giubilo l’arrivo dello spi nuovo.

Infine la vera novità del 2013 è stata la mia attività di prodiere in affitto, ho fatto regate qua e là per i puro gusto di farle. Bene in snipe (dove una sanruffinica trasferta non si rifiuta mai e ho detto MAI), carino in FJ: bella l’esperienza, ma definitivamente la barca mi mette in difficoltà dimensionali. Per il 2014 continuerò a fare il freelance, magari limitandomi allo snipe (anche se non è detto: un Lannister accetta sempre quanto gli viene offerto).


martedì 17 dicembre 2013

Figata delle figate!

questo sito, segnalato da velablog, è figherrimo! 


non aggiungo altro, se non queste fote per darvi un' idea: 


mercoledì 4 dicembre 2013

Avevo detto impossible...

Ultimo week end di questo campionato autunnale, ce la giochiamo in 4: noi, e altre tre barche con le vele in carbonchio. 
Noi, che per l'occasione siamo in sottonumero, ingaggiamo al volo Enrico il Bagnino, che in quanto laserista palestrato viene immediatamente randizzato. Manca anche il mio chierichetto, quindi dovrò celebrare messa da solo lì davanti. Per nostra buona sorte c'è poco vento quindi è tutto molto slooow, facile.
Prima di partire per ‘sta benedetta prova ci tocca aspettare un bel po’, e inseguire la barca giuria alla ricerca del vento fantasma per un bel pezzo di adriatico. Ma alla fine, nel primo pomeriggio lo scirocchino si stabilizza e riusciamo a fare una prova (dopo una prima procedura annullata per immobilità delle barche) Partiamo comodi, nessuno tira la partenza, ci scegliamo il bordo e andiamo. Il campo è corto&storto, ma storto assai. Prima bolina davanti, prima poppa idem. L’issata andrebbe fatta in gybe set ma siccome che siamo pochi e rattoppati facciamo la solita e strambata appena possibile: complice una rotazione del vento in pratica è un bordo di lasco stretto, quasi quasi conveniva il genoa. Però filiamo in boa dritti sparati e ammainiamo da manuale, da sottovento: la rotta è talmente alta che qualsiasi altra manovra costringerebbe a strusciare Jessica (il nuovo curvoso fiammante spi rosso) su mezzo rigging.
Durante la seconda bolina vado sotto a rifare lo spi e a girare il circuito, e in quel mentre in pozzetto giustamente vanno per fratte: complice l’assenza del mio acuto sguardo in coperta alla ricerca delle boe, puntano dritti alla layline per la categoria relax, OVVIAMENTE il primo ad accorgermene sono io quando torno in coperta…Ma ormai è tardi e il maltese maledetto si è infilato sagacemente nel varco. Non solo, nel poggiare per prendere l’altra boa (la nostra) richiamo addirittura di non prenderla a causa del vento girevole!
Insomma 10 minuto che non sto in coperta e questi mandano all’aceto una possibile vittoria…ovviamente è colpa del prodiere, anzi ancora meglio: è colpa del chierichetto assente, che di solito resta di vedetta se io ho da fare qualcosa sottocoperta.
Per inciso il resto della bolina e della successiva poppa (a vele bianche tra la bolina larga e il traverso per quanto è storto il campo) il mastro comandante lo passa a bofonchiare a mezza voce “checcoglione..” intervallato dal più classico “che cazzo, la boa sbagliata!”. In pratica è il suo mantra.
Risultato (diramato come da tradizione ORCi alcuni giorni dopo) noi secondi, i meltesi primi per manco un minuto, i cattivoni che non perdono un colpo non pervenuti…li abbiamo incrociati a metà poppa che loro erano a metà bolina…
Domenica, niente di fatto per presunto maltempo: giornata piovosa, fredda ventosa, marosa…insomma figurati se ci facevano uscire!
Quindi salvo strani imprevisti dovremmo essere secondi, per il secondo anno di fila.

Nun c’è ‘gnente da fa.

venerdì 22 novembre 2013

E nel frattempo....

...continuo a prendermi cura di Little wing: ho stuccato il messaggero della ghinda (cimino del caspio, rotto dentro l'albero, sigh) l'ho sostituito impiombandoci metà della vecchia drizza spi (spectra da 3 calzata altro che!) che ho prontamente sostituito con una un peletto più lunga per avere un po' di imbando in sacca. L'impiombatura non è la più bella che abbia mai fatto ma ne sono venuto a capo: volevo fare una calzata completa ma da 3 non ci sono riuscito, mi sono dovuto accontentare di impiombare l'anima e rimetterci su la calza e cucire il tutto. L'altra emtà della drizza servirà a replicare sull'altro albero, una faticaccia...

martedì 19 novembre 2013

mission impossible...

Domenica, regata dell'invernale altura. Noi in classe Crociera, un po' come tutti, visto che la classe regata è di fatto un match race impari (un 39 conto un 41...fate vobis)
una sola prova, col vento giusto, bella divertente, sempre -dico sempre- in aria libera, sempre primi in boa, 4 minuti in reale al secondo e 6 minuti all'aversario più temibile...e secondi in compensato. 
Secondi.
Dietro di due minuti, dopo avergliene dati 6. in pratica bisogna sparargli...
vabbè sono gli scazzi delle regate in tempo compensato, li conosciamo.
però ci siamo divertiti, tiè!

alcuni momenti imperdibili della nostra prova: 
  • un ammainata spi, come sempre nell'ultima mezza lunghezza disponibile, ammainavamo mente il genoa veniva strotolato. Il dio dei frullaprua ci ha graziato, io avevo già visto brandelli di spi accuratamente incastrati nel salsicciotto del genoa, roba che stavamo ancora lì a scastrare il tutto.
  • un altra ammainata, in fase preparatoria ribadisco a Clò -centrale- che voglio il tangone giù a sparo, anche se ci sono io sotto:
IO (sguardo da prodiere dopato): Clò ti autorizzo a tirarmelo in testa, basta che viene giù veloce
CLO(sguardo da mamma preoccupata, ex prodiera sa di che parla) no dai, aspetta, io, ma, insomma...
IO: vabbè dai ti autorizzo ad avvertirmi che mi stai uccidendo ma non ti fermare, CHIARO?
in effetti non si è fermata, brava.
  • il nostro tattico, che come da migliore tradizione vira corto e spera nel buono, e il nostro timoniere che come da tradizione ci prova fino all'ultimo, risultato boa toccata  e 360°. 

si si, siamo dei fenomeni.