...continuo a prendermi cura di Little wing: ho stuccato il messaggero della ghinda (cimino del caspio, rotto dentro l'albero, sigh) l'ho sostituito impiombandoci metà della vecchia drizza spi (spectra da 3 calzata altro che!) che ho prontamente sostituito con una un peletto più lunga per avere un po' di imbando in sacca. L'impiombatura non è la più bella che abbia mai fatto ma ne sono venuto a capo: volevo fare una calzata completa ma da 3 non ci sono riuscito, mi sono dovuto accontentare di impiombare l'anima e rimetterci su la calza e cucire il tutto. L'altra emtà della drizza servirà a replicare sull'altro albero, una faticaccia...
venerdì 22 novembre 2013
martedì 19 novembre 2013
mission impossible...
Domenica, regata dell'invernale altura. Noi in classe Crociera, un po' come tutti, visto che la classe regata è di fatto un match race impari (un 39 conto un 41...fate vobis)
una sola prova, col vento giusto, bella divertente, sempre -dico sempre- in aria libera, sempre primi in boa, 4 minuti in reale al secondo e 6 minuti all'aversario più temibile...e secondi in compensato.
Secondi.
Dietro di due minuti, dopo avergliene dati 6. in pratica bisogna sparargli...
vabbè sono gli scazzi delle regate in tempo compensato, li conosciamo.
però ci siamo divertiti, tiè!
alcuni momenti imperdibili della nostra prova:
- un ammainata spi, come sempre nell'ultima mezza lunghezza disponibile, ammainavamo mente il genoa veniva strotolato. Il dio dei frullaprua ci ha graziato, io avevo già visto brandelli di spi accuratamente incastrati nel salsicciotto del genoa, roba che stavamo ancora lì a scastrare il tutto.
- un altra ammainata, in fase preparatoria ribadisco a Clò -centrale- che voglio il tangone giù a sparo, anche se ci sono io sotto:
CLO(sguardo da mamma preoccupata, ex prodiera sa di che parla) no dai, aspetta, io, ma, insomma...
IO: vabbè dai ti autorizzo ad avvertirmi che mi stai uccidendo ma non ti fermare, CHIARO?
in effetti non si è fermata, brava.
- il nostro tattico, che come da migliore tradizione vira corto e spera nel buono, e il nostro timoniere che come da tradizione ci prova fino all'ultimo, risultato boa toccata e 360°.
si si, siamo dei fenomeni.
martedì 15 ottobre 2013
Laser ‘n’ 49er
È
l’accoppiata tipo di questi ultimi week end. Sabato laser, domenica 49er.
Iniziamo da una settimana fa. Domenica è prevista l’ultima zonale laser, indi
per cui sabato mi ci alleno un po’ giusto per ricordarmi come si fa. Uscita
onesta, vento in doppia cifra, manovre manovre manovre. Io sono lento, lento,
lento.
Amen
raccogliamo quel che si può, non è che mi sia ammazzato in laser questa
stagione.
Domenica di
vento neanche l’ombra. Aspettiamo e aspettiamo un altro po’ saremmo addirittura
6 standard, ma alla fine il pur volenteroso comitato (sono usciti col gommone e
l’anemometro, sono stati fuori un’ oretta a cercare il vento) ci lascia a
terra. Ormai siamo già vestiti in assetto race, una seppur minima bavetta
c’è…sai cosa?guarda caso il piccolo e previdente Corr ha portato anche l’imbragatura…Armiamo
il 49er e usciamo io e il mastro timoniere. Uscita quasi fallimentare,
pochissimi vento, ma -issimo -issimo, il che ci permette di navigare sotto
gennaker per la prima volta (wow…) ma anche che ci costringe a rientrare con le
ginocchia in bocca. Assurdo, mi tocca stare spatasciato sottovento pure su un
49er.
Tra l’altro
appuriamo -il mastro timoniere ed io- che lui non amoreggia troppo con trapeziame
e cilici, insomma se la passa seduto in barca, dopo qualche timido e umido
tentativo.
Vabbè rientriamo
che è quasi buio, però se non altro abbiamo provato il gennaker, che io guardo
con gli occhi a cuoricino.
![]() |
| Non è bellissimo? |
Sabato nel
pomeriggio, comodo comodo , che c’è una bella tramontana, ma nessuno si allena,
il supercazzut laserist squaron è assente. Io nell’indecisione di cosa fare (e
c’è onda, e c’è vento, e fa freddo, e sono vecchio…) do una grattatina al 470
per cartare e lucidare le parti recentemente ripassate col gelcoat grigetto. Ma
poi mi rompo a grattare, e decido quindi di uscire, è un po’ tardi, ma il vento
sembra tenere, è di perturbazione…
Fuori ce n’è
un bel po’. Io mi sparo la mia ora e mezza di lavoro duro, prima che inizi a
percepire un tremito nella forza, e appena lo percepisco mi butto a terra.
Perfetto: arrivato al circolo il vento molla del tutto, c’è ancora luce e
faccio in tempo a docciarmi per l’aperitivo: che vuoi di più?
Vuoi uscire
col mostro, col bolide, col Mig. Cosa che puntualmente è avvenuta domenica con
Ludovico. Ludovico è il contatto. Ludovico ha un prodiere a trieste che
convocato in videoconferenza ci teleguida nell’armo e nell’ottimizzazione.
Ludovico la sa portare.
Armiamo e
aspettiamo che arrivi il vento. C’è anche Ugo che sta armando il suo laser
radial, e si prenota per un giro…ma oggi usciamo io e lui, sempre che il vento
si metta. Facciamo saltare i rispettivi programmi, e usciamo ad ora di pranzo
in pratica, con uno scirocchetto in salita
che toccherà la vertiginosa intensità di 7 nodi sotto raffica.
Sette nodi
col gennaker significa in due al trapezio, e il genny che tira come uno spi al
traverso con 20 nodi. Ci vogliono due mani, pazzesco.
Al primo
bordo scuffiamo un po’ stupidamente, io avevo il paranco alto e facevo poca
leva: la terrazza di sottovento si è infilata in acqua e non c’è stato niente
da fare, amen, bagnetto, ammainata dall’acqua e via di nuovo, una volta
ripartiti Ludovico cerca di valutaer come reagisco alla scuffia, e mi fa:
Ludovico (occhio
valutativo di chi sonda il terreno): oh, ma adesso 5 minuti e ci riproviamo,
eh?
Me (cazzutamente
bagnato): perché ti servono 5 minuti?
E lì ridiamo
gennaker e ci diamo dentro, bordi e qualche strambata. Io ricordo ciò che ho
letto su come strambare sotto gennaker: Rule 1: think positive. Incoraggiante…
Ma Ludo sa il
suo e filiamo lisci. Ad un certo punto mentre navighiamo bel belli, sento uno
STONK che un po’ mi preoccupa, e gira che ti rigira scopro che ha ceduto il
bozzello in testa d’albero per la drizza del genny, che adesso passa
direttamente dal foro sull’albero. No buono, ammainiamo e torniamo a terra che
tra l’altro sì è fatta una certa e mi sta iniziando la maratona di Ginnaste su
MTV ;-)
![]() |
| Quando sento la musichetta di ginnaste mi parte qualcosa dentro che neach’io so come… |
A terra ci
diamo un appuntamento indefinito per il futuro, settimane prossime io ho un po’
di impegni non derivistici, e neanche velici, quindi se ne riparlerà a novembre
inoltrato. E nel frattempo dobbiamo tirare giù il palo per il gennybozzello e
dare una scorciata alla lungherrima drizza gennaker.
martedì 1 ottobre 2013
un sabato da Leoni...marini
Sabato,
finalmente si esce col nuovo bolide targato LNI.
Ho passato
metà del mio tempo in acqua a raddrizzare e l’altra metà a fare la più veloce e penosa bolina della mia
carriera
È instabile,
nervosa, bastarda, dolorosa.
La amo.
Ingenuo come
pochi arrivo ben prima del prodiere designato (Enrico il Bagnino, scelto perchè
sa nuotare bene in primo luogo) e inizio
ad armare la barca. Parto positivo, giocando con le sartie basse riesco ad
avere le tensioni che vorrei un po’ ovunque, e il bender rivisto e corretto va
una meraviglia (ma sempre lo teniamo d’occhio…).
Dicevo,
ingenuo come pochi, armo fiocco, gennaker…gennaker??? Si, sono convinto che lo
useremo, ci sono tipo 6-7 nodi….
Si, certo.
Poi arriva
Enrico, tiriamo su randa, ci cambiamo e qui iniziano le mie perplessità: lui
spavaldo, costumino petto nudo e piedi nudi. Io gli faccio presente che si farà
male e che staremo molto tempo in acqua: le scuffie sono garantite. Lui dice di
volerla prendere così, spavaldamente…contento lui…
Usciamo e
riusciamo a fare circa 3-4 minuti senza scuffiare, bolina larga/traverso per
uscire fuori dalla zona diga. Bordo dritto, ripenso alla mia dolce fidanzatina
(che non sarà velista di professione ma per osmosi ormai ne sa a pacchi) che
prendendo per il culo diceva:
“ ok si andate fuori e poi una volta che volete virare…già mi immagino vuoi due
che puntate alla Croazia senza il coraggio di toccare niente”
E in effetti
alla prima virata scuffiamo. E guarda caso passano di lì:
- i miei zii FD muniti, che li sentiamo che ridono da 100 metri prima…’stardi…
- l’esperto catamaranista Mauro che pure lui ci mette un po’ di carico, ma almeno rispetta l’eroica scelta (scoprirò poi che ha un passato sui 49er il catamaranaro)
- Il buon guido col suo contender, che in effetti passa guarda, dice di mollare il vang e gli brillano gli occhi.
- vari ed eventuali, soci e passanti velici che semplicemente se c’è qualcosa da vedere si fiondano.
Insomma
abbiamo un bel pubblico, e noi per gentilezza replichiamo lo spettacolo. Il vero
problema è che Enrico non parla col trapezio (mentre io ricordavo che…) e
neanche con le terrazze, sta l a centro barca seduto con la randa in mano, un
po’ statico a dirla tutta. In questa configurazione io mi ritrovo un po’ a fare
i salti mortali, e soprattutto metto il culo in acqua una volta di troppo,
perdo il contatto e stucco l’elastico del mio trapezio. Risultato dobbiamo
rientrare, visto che io l’unico appenditore
a bordo è privato del suo appendino. Per fortuna il rientro è una bolina
sulle altre mura (quindi ho il trapezio integro e funzionante) con un solo
breve bordo per rialzarci di rotta durante la quale io rocambolescamente
acchiappo il trapezio e mi tengo in qualche modo.
Insomma il
bordo di rientro alla fine è stata una navigazione se non altro consapevole,
bolina due virate, avvicinamento a terra. Tutto liscio più o meno.
Con la barca
al 20 % del potenziale a essere gentili.
Avremo fatto
7-8 nodi a essere scarsi.
Wow.
Ne voglio
ancora.
venerdì 27 settembre 2013
mercoledì 25 settembre 2013
Pending Bender
attenzione: questo articolo è un po’ da nerd e quindi palloso. Fuggite sciocchi!
Nel mentre che non si esce, sono lì che faccio un po’ di lavoretti manutentivi alle mie adorate, e anche al nuovo bolide, per il quale percepisco una certa responsabilità anche se non mio (è una barca sociale!). Per carità non dico che ci spendo sopra, ma se mi riavanza un bozzello, ‘na metrata di spectra e così via, piuttosto che tenerli in un cassetto vedo di farne buon uso.
Il menu della settimana è piuttosto incasinato, perchè ho un po’ di barche e poco tempo. Il laser chiede cure più o meno definitive: fa acqua dalla coperta, zona bicchierino. Il 6 ottobre c’è regata e io ho appurato domenica scorsa che se c’è onda imbarco litri…fate un po’ voi, per me è DEFCON 4.
Poi c’è il 470, stagione finita, si tratta solo di stuccare delle bottarelle e ripassarle col gelcoat color Little Wing. Non c’è urgenza se non evitare la stagione brutta in arrivo per evitare catalisi disastrose, diciamo che al momento è un DEFCON 2
Infine c’è il bolide che in verità non ha bisogno di lavori, se non un po’ di tempo per la messa a punto a terra (le tre sartie da far andare d’accordo) e poca roba, tipo magari riciclare una vecchia scotta laser come scotta gennaker, robe così. È la meno urgente di tutte, e manco a farlo apposta è l’unica che posso fare in casa con comodo (impiombature e bricolage…). E così, ieri sera, ho messo mano al bender in dotazione, che non mi piaceva granchè: messo in forza tirava un po’ storto, alcuni bozzelli erano fissati al corpo centrale con dei rivetti d’acciaio da guerra, le cui code occupavano gran parte della canalina per lo strallo impedendo un corretto posizionamento. E allora, via di operazioni meccaniche avanzate!
(per i non avvezzi agli skiff: il bender è un paranchino rimovibile che tira lo strallo per fissarlo alla barca con la giusta tensione. una volta infilato il perno dello strallo lo togli e armi le vele)
Per prima cosa ho deciso di documentarmi su internet. Probabilmente è stata la fase più difficile del lavoro:
![]() |
| ecco cosa si trova a cercare “bender” su google… |
Ovviamente i fori dei bulloni non sono allineati, per evitare di ridurre troppo la sezione resistente del corpo centrale (vabbè dai...) a causa del ben noto fenomeno noto in letteratura come "effetto carta igienica".
La fase operativa è stata relativamente semplice, col trapano a colonna ho fatto saltare prima i rivetti, poi ho deciso le posizioni dei bozzelli e punteruolato il pezzo per fare gli inviti per i successivi fori. Fatti questi (sempre con il supercolonnatrivella, punta da 3.2 mm), ho maschiato a mano per fare la filettatura e mi sono dedicato ai bulloni. In commercio non ne ho trovati della lunghezza giusta e quindi mi è toccato prendere e ritagliare col seghetto a ferro degli esistenti…Montare il bozzelli sul corpo centrale è stato una banalità. Già che c’ero ho sostituito lo spectrino scalzato che c’era con una cime che mi girava per casa che se non altro grippa sullo strozzatore.
Una robetta facile, un’ora scarsa di lavoro:
![]() |
che bello! (salvo poi scoprire che mi si romperà in mano al primo utilizzo…)
|
lunedì 23 settembre 2013
Come Saetta McQueen
Come potete
leggere qui, il buon Edo ha regalato al mio circolo il suo 49er, che sarà col
vecchio armo, sarà fuori stazza, ma è sempre un 49er e quindi una gran barca da
velocità. Io l’incaricato del trasferimento, e in questi primi tempi di capirci
qualcosa e di sperimentare su pelle.
Long story
short: non ci sono ancora uscito.
Short story
long, ho avuto un bel week end intenso, ho passato due giorni molto operativi.
Sabato quasi non c’è aria, roba sui 5 nodi. io con un po’ di gente recuperata a
cottimo scarico il 49er dal carrotraino e inizio a ripassare tutte le drizze e
a mettere in ordine il sartiame per armare. Ora “il sartiame” è un termine vago,
sto popo’ di barca ha sartie alte, intermedie e sartie basse. Un casino
metterle d’accordo tutte, ma io per fortuna ho l’arma segreta, un tensiometro.
Ma andiamo
con ordine, prima c’è da alberare. Tre volte perchè siamo un po’ pirlotti: la prima
volta tiriamo su, vado per infilare la drizza gennaker col messaggero e si
punta, provo a tirare ma si blocca deve fare un po’ d’attrito da qualche parte.
Tiramo giù e la faccio passare a mano,
si era incastrata all’uscita in testa, rischiosisimo fare la forza. La seconda
volta perché dopo aver provato a ghindare qualcosa nella mia testolina mi ha
suggerito che sartie medie e trapezi erano invertiti, e allora telefona,
verifica, tira giù e inverti. La terza volta semplicemente perché nell’invertire
sartie trapezi ho fatto un qualche sottile intreccio, tale per cui tirando il
trapezio del prodiere il martelletto della sartia è uscito dalla sua sede, tipo
che ce l’avevo avvolto intorno con l’albero a terra.
Insomma alcuni
tentativi dopo ce l’abbiamo potuta fare, nonostante la nostra manifesta
stupidità.
(nota: quando
parlo al plurale intendo me e il povero cristo che ha avuto la sfiga di essere
mio compagno di banco alle medie e –giuro- non è mai salito in barca. Ma ha
caricato e scaricato 470 e laser con una
frequenza da campagna olimpica. Santo subito)
E finalmente
ho iniziato a giocare con il tensiometro.
Rispetto a
come ho trovato la barca ho dovuto cincischiare un po’ fino ad ottenere un 25+
sullo strallo, 31 sulle medie e 10 scarsi sulle alte, dopodichè si era fatta ‘na
certa e quindi ciao, se ne riparla domani.
Domani,
domenica per prima cosa trovo l’eurotimoniere che sta assettando il 470 con
dolcetto junior (presto faranno una regata insieme – io sono indisponibile per
quella data) e scambio due chiacchiere tanto per. Dopodichè visto che c’è vento
e onda decido per fare la cosa più saggia per un velista: vado fuori. Ovviamente
con il laserino, che c’è un po’ troppo vento e onda per il 49er, ammesso che si
trovi un compare pronto all’uso (a quanto pare né il mastro timonatore, né il
dolcetto si sono portati dietro muta e accessori…no comment) con il laserino mi
diverto insieme al veteradial a planare di lasco, cinghiare di bolina e andare
male di poppa.
Le boline
sono oneste, faticose ma oneste. Le poppe no, mostrano tutta la mancanza di
allenamento sul laser di questa stagione agonistica.
Po torno a
terra disarmo, e mi faccio i fatti miei per un po’…
Nel pomeriggio,
sono insolitamente a spasso e allora torno alla Lega. Per prima cosa metto mano
al 470, ho stuccato col geloat 2-3 crepine e bottarelle e adesso vanno cartate.
Mi ci metto con calma e amore, prima la
600 poi la 1200, e poi arriverà la 2000 e la pasta polish, ma non oggi. Oggi,
dopo aver pomiciato (letteralmente!) il 470 passo al 49er, una bella lavata e
via di tensiometro e bender, da reiterare n volte (nel frattempo noto che il
bender, così come lavora non mi piace granchè, devo ottimizzare la cosa),fino
ad ottenere il seguente risultato:
- alte 12
- medie 28
- strallo 25+
- basse: jolly, sono scarichissime e devo tenderle ma il quanto è da studiare.
Come nella migliore tradizione vado
via che è buio, ma prima o poi ce la farò ad andare veloce come Saetta McQueen...
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