lunedì 25 maggio 2015

Back from Maremma Maiala

Pioggia, tanta.
Stanchezza, Tantissima.
Vento, così così.

adesso recupero tre giorni di sonno e poi racconto
stay tuned

giovedì 21 maggio 2015

Mai 'na gioia...meteo edition

E 'nnamose a prende stra tragnata d'acqua a Marina di Grosseto, va'!

stay tuned

lunedì 18 maggio 2015

Vacanzine in vista, lavoretti, strambate

Dato che presto, molto presto partiremo in vacanza con la Strega –ormai relegata a ruolo fisso di barca da crociera veloce- sabato lo passiamo io e il mastro comandante a fare amorevoli lavoretti per preparare il battello allo scopo. In pratica smanettiamo col quadro elettrico dl motore, cercando di disinnescare quel nodo gordiano di fili che c’è lì dietro. Più o meno ne usciamo vincitori, bravi noi. A seguire un giretto alle prime crocette, perché il faretto di illuminazione della coperta è morto: 10 minuti su, selfie d’ordinanza, e risolto pure questo: ci siamo proprio meritati un aperitivo!
Sabato pomeriggio entra anche uno scirocco decente, ma io sono sonnacchioso come un gatto e faccio finta di niente.
Domenica pomeriggio: allenamento con Rodolfo in 470: il vento c’è e tiene, finalmente si sta al trapezio STESI!
Per l’occasione monto la gopro su boma giusto per vedere cosa ne esce e soddisfare la mia vanità. Carino, ma se sto fuori per bene esco dall’inquadratura, devo lavorarci su (sull'inquadratura...mica sulle virate con rollio...)
Vanità a parte ho 2 ore di manovre da rivedere e analizzare, per cercare di imparare da noi stessi. Per il momento, beccatevi la vanità:

martedì 12 maggio 2015

Seconda Zonale Contender

la scalpitante flotta zonale
Dal mercoledì inizio a monitorare il meteo con precisione da far invidia al Colonnello Giuliacci. Il detto meteo non promette nulla di buono: ventone, ventone con fulmini, ventone con fulmini e ire divine.
Da mercoledì a domenica le cose cambiano, per fortuna: ogni giorno scalano 3-4 nodi e una nuvoletta fino ad arrivare ad un più pacifico 10-15 nodi e sole. Quasi speravo nel ventone per fare un po’ di ore volo in condizioni serie, ma alla fine niente, vento medio e onda incrociata pizzuta e bastarda.
Noi da Bando dobbiamo correre tre prove e da IDR il percorso sarà un bastone con arrivo in boa di bolina, per non pestarci i piedi con i laseropodi, che invece fanno il classico trapezio. Noi che potremo fare dei bei laschi al trapezio…niente: tre boline (per un totale di 9 in giornata) e neanche un laschetto di disimpegno, veramente una bastardata!
All’inizio ho avuto difficoltà. All’inizio ho sempre difficoltà poi mi sciolgo.
La prima prova è la mia peggiore: parto maluccio, bolino male e vengo graziato solo dal fatto che chi mi sta davanti va a spasso per il campo di regata (dobbiamo fare 2 boe, ce ne sono 4: è n’attimo a incasinarsi) chiudo terzo mettendomi dietro solo Marco.
Seconda prova è la mia migliore: vado subito a sinistra (strano che sia la favorita ma è così) e ci resto fino a quasi la layline. Incrocio davanti a Guido –udite udite- e scendiamo giù di poppa affiancati, io personalmente con lo scopo di guardare e imparare. Ho capito che se ho una lepre poppiera valida io per imitazione riesco ad avere un buon passo, il problema è quando sto da solo che non ho riferimenti precisi su quanto devo scendere e come.
Un momento che verrà ricordato e tramandato ai posteri
Comunque.

In boa siamo talmente vicini che ci tocchiamo e a me viene il patema di avergli rovinato la barca nuova, e con questo patema faccio una seconda bolina disastrosa facendomi scappare Federico.
Io, accortomi che guido non indossa il proverbiale caschetto, cerco di stenderlo a bomate. Lui attentamente schiva
All’arrivo ancora terzo.
Mentre i laser rientrano, ci chiamano per la terza prova. Il vento è un po’ calato, roba da trapezietto adesso. Ci fanno aspettare un po’, perche devono girare il campo per assecondare la rotazione del vento: io ricordo distintamente dalle previsioni che a ‘na certa dovrebbe mettersi da destra, convinto di ciò parto in barca e viro subito, appena ho un po’ di velocità. Convinzione errata perché, vuoi perché hanno girato il campo “in crescenza”, vuoi perché non ancora entra, la sinistra è meglio. Male, Male, giro ultimo e senza troppi sconti.
Poppa idem, strambo sulla boa e scendo dritto, senza il Ciccotti da tamponare non vado così forte.
Seconda bolina tutti vanno a sinistra e da ultimo io riprendo ancora la destra, unica opzione possibile: se gli vado dietro dietro certo non li supero.
Ergo anche al secondo giro niente di fatto, al limite riduco un po’ le distanze. Se non che mentre sono ancora che vado di poppa vedo in boa il ciccottino che si aggancia e va fuori steso per bene: il vento è in aumento, sta cambiando qualcosa, sicuro. E se sta cambiano sta entrando quel destro che mi tiro da ieri sera.
‘Sta volta vado a destra per precisa scelta tattica: da quarto recupero una posizione in una bolina, e chiudo ancora terzo: indovinate un po’ il risultato complessivo? 
Dopo l’arrivo, col vento steso e risalito noi dei contender ci spariamo un bordo al lasco fino a montesilvano quasi, giusto per rientrare a terra facendo il giro largo. Non sembravamo delle barche a vela, sembravamo degli F14 in formazione d’attacco.
Torre qui ghost rider, chiedo autorizzazione a passaggio radente…[cit.]
Nel complessivo siamo stati fuori per un buon 5-6 ore, e siamo piuttosto cotti, tutti. Quando ci chiamano in premiazione ci andiamo zoppicando, nessuno escluso. Di 20 regatanti non ce n’è uno che riesca a camminare dritto…

È ‘na vitaccia.

martedì 5 maggio 2015

L’altura godereccia

Week end come si deve, di tre giorni tre giorni in mare.
Venerdì: portiamo Born to be –in assetto race, con vele sbrilluccicose in black kevlar, tuff luff sbrilluccicoso pure lui e chi più ce ne ha ce ne metta- da Pescara a Ortona. Si mette uno scirocco che perderselo sarebbe un peccato e grazie a questo vento bello frizzante arriviamo –bolinando- in circa 3 ore. La navigazione è un po’ bagnata, ma io faccio sorprendentemente la randa e non ne risento. Ne approfitto per raccogliere le mie prime impressioni: la carena ha un buon passaggio, le vele sono buone si regolano con facilità, forse anche troppa facilità. In navigazione, visto che non c’è molto da fare, gironzoliamo in giro per fare foto alle vele (da dare al velaio) foto a noi stessi (per facebook) e tante chiacchiere su cosa è migliorabile cosa deve essere modificato e cosa invece va bene così. Arriviamo ad Ortona due birre e 13 pizzette dopo… Siamo in porto appena in tempo per scappare ain stazione a prendere il treno per tornare  a casa. In viaggio ci scoliamo un prosecco e ci sbafiamo una torta al cioccolato.
E che volete, La controtailer faceva gli anni.
Questo equipaggio già mi piace come ragiona.
io, che cerco di darmi un tono pontificando sulla catenaria
Sabato mattina dormo.

L’appuntamento è per il pomeriggio per uscire in 470. A Pescara nel frattempo sono in corso ben 2 regate nazionali: una di FD e una di catamarani. Io guardo le flotte dal terrazzo e nell’ordine osservo come i cat vengano mandati a terra mentre gli FD galleggiano senza speranza alcuna…sigh…bonaccia (quasi) assoluta. Mentre continuo a sonnecchiare tengo comunque un orecchio teso verso il vento, tipo gatto al sole insomma. Verso le 4 capto un tremito nella forza e richiamo all’ordine il timoniere: si esce!
In 5 nodi d’aria.
Se non altro abbiamo fatto manovre (poco soddisfatti, qualcosa non quadra) e abbiamo iniziato ad impostare le strambate secondo il metodo stanislaski-ciccotti. Pare che va, ma pare una volta ogni 5 strambate.
potevamo restare a terra? direi proprio di no
Prossimo obiettivo: alzare la media e la qualità delle manovre.
Diciamo che sabato siamo usciti per timbrare il cartellino, più che altro.

Domenica mattina mi sveglio alle prime luci.
Devo portare metà equipaggio in macchina ad Ortona, ove la barchetta ci attende e ove correremo l’improbabile regata locale.
E devo farlo per le 9, ergo sveglia all’alba: Doh…
Una volta arrivati i soliti riti, saluti, boat prep, meteo e iscrizione, andiamo io e un altro membro dell’equipaggio. Mentre compliamo il modulo, chiedo a Cristiana esattamente chi sono gli iscritti:

IO: Cri, ma chi c’è oltre noi e i mini?
CRI: guavda…un po’ di bavche da cvocieva di qua, con le vele in dacvon, niente di che…
IO: che in pratica se non vinciamo ci dobbiamo andare a nascondere, giusto?
CRI(sorriso sornione): eh vedi un po’ te…

Per fortuna abbiamo vinto. L’onore è salvo.
la prova probante della nostra supremazia...ehm...
Per bravura ce la siamo giocata con i Beneteau25 –che ovviamente facevano categoria a parte- tutti nella nostra scia tranne un solo eroe, Flash cube. E i B25 con le ariette sono degli spari, io ne so qualcosa…
Il percorso è un lungo bastone costiero quasi al vento, noi facciamo i nostri due giri più o meno puliti senza inventare nulla c’è una rotazione costante a sinistra che ci porta sempre sul lato fuori. Va tutto liscio tranne una tack-n-hoist sulla seconda issata che è uscita un po’ in ritardo: passata la boa non eravamo ancora su, sulla mia spalla spunta il diavoletto che mi dice di correre a prua, farmi largo a spallate e sistemare fare ‘sta benedetta issata smadonnando a mezza bocca durante l’intero processo.
L’angioletto sulla spalla destra mi intima di rispettare i ruoli, mi cuce la bocca e molla la scotta al posto mio, mentre io ascolto il diavoletto. Poi riinizio a guardare i filetti e la regata continua senza che la prua sappia mai quanto ha rischiato: per 10 secondi di ritardo in issata deu giri di chiglia, ai tempi.
A terra porchetta monumentale e spillatrice della birra altrettanto monumentale: c'è tutto quel che serve per regatare come si deve.

Be’ direi che la stagione altura è iniziata giusta…

lunedì 4 maggio 2015

Prima regata nazionale Contender – secondo giorno

il secondo giorno si può riassumere con una rapida galleria fotografica:

questa è stata la situazione meteo per tutto il sacro die, di conseguenza:
e di conseguenza ulteriore...
naturalmente mentre io ne ho approfittato per fare qualche lavoretto di taglio e cucito:
qualcun'altro non avendo 'na ceppa da fare ha fatto divertire la famiglia:
 che promette bene la famiglia, per inciso.



giovedì 30 aprile 2015

Prima regata nazionale Contender – primo giorno

Dopo una notte tranquilla, in cui tiro relativamente pochi bordi, iniziano i riti pre-regata. 

  • Primo, colazione da hobbit. 
  • Secondo ansia da prestazione a livelli epici, in crescita verticale. Riuscirò a liberarmene veramente solo quando metto la barca sullo scivolo. È sempre così. 
  • Terzo scaricamento collettivo, armo e preparazione. 
  • Quarto, iscrizione 
  • Quinto, vestizione
l'importante è iniziare la giornata con un sorriso. da 2300 calorie, possibilmente
Tutto sommato abbiamo tempo, quindi faccio tutto con calma, Rimonto il palo, controllo tutto, ricontrollo tutto. Amo tutto e ricopro il vang di bacini per sicurezza. Ho anche tempo per fare un giretto del piazzale a guardare gl’altrui armi e prendere spunti interessanti per il futuro: vang pallinati e timoni compensati, su tutti. Puntapiedi centrale: parliamone.
Ok sono le 11:45 e decido di cambiarmi, c’è pochissima aria ma voglio essere puntuale. Alle 12 e spicci sono pronto, spuntino e via in acqua.
Le condizioni sono di scirocco leggero, ma leggero veramente: mai oltre i 12 nodi più spesso sotto i 7: per uscire dal porto bisogna fare timonella. Arrivo in zona prepartenza, inizio a cercare di capire qualcosa del campo ma l’unica cosa chiara è che con questo vento e questa onda ci sarà da lavorare.
ci sarà pure poco vento, ma la location fa la sua figura, dai.
La prima partenza non è che proprio parta, diciamo che mi avvio con agio. Però le boline non sono malaccio, riesco a girare –limitando virate e danni- più o meno a metà flotta. I bordi di lasco mi piacciono assai ma –contrariamente a quanto speravo- non è dove guadagno. Riesco al più a limitare i danni: io punto solitamente dritto in boa, e c’è gente che passando da sotto (ma molto sotto, sembra quasi che vada di poppa) accorcia le distanze. Nei casi peggiori mi supera anche.
(Capirò solo alla fine della giornata che conviene tenersi sotto la rotta diretta, ma se non lo fai da subito chi ha poggiato in boa diventa imprendibile, e io sono generalmente uscito alto dalle boe) La prima prova viene accorciata alla seconda bolina, potrei chiudere nei 10 grazie ad un bordeggio ispirato –a terra-  ma perdo almeno 2 barche negli ultimi metri per una serie di layline ciccate e conseguenti virate. Se non altro riesco ad arrivare davanti a Guido, cosa che racconterò ai nipotini. I suoi nipotini.
Prima della seconda prova faccio un breve debriefing interno e cerco di capire come sia possibile sbagliare l’approccio in boa con tale costanza e precisione. Poi vedo una nassa e capisco tutto, c’è una corrente da marea bretone…
Le boline della seconda prova ne tengono conto e va decisamente meglio, complice anche un’aria un pelo più vivace che facilita il passaggio sulle onde. Sono l’unico o quasi che può fare i laschi al trapezio (ma con un piede in pozzetto) ma la strategia a scendere paga comunque di più. Io nel dubbio faccio una roba né carne né pesce, e reggo botta. Chiudo 10° che è tanta roba per il primo giorno di regata e mi rendo partecipe di passaggio di boa tra i più spettacolari di sempre: al trapezio pieno, trenino, barca 3-4 lunghezze avanti e mezza sopravento scuffia e l’albero si trova pressappoco sulla mia rotta. Io sto quasi impiccato. Se lo passo sopravento non ci entro (e rischio di falciare il poverino che si arrampica, se passo sotto poi dovrò virare e mi ritrovo un muro di vele provenienti da dritta. In mezzo secondo studio la situazione: il tizio è già sulla deriva ce la può fare. Io tiro dritto, e spero che il suo albero si alzi in tempo. Sembra di bruciare un passaggio al livello al contrario in pratica…
E ce la faccio, senza poggiare di un centimetro, giusto giusto sotto il suo albero che torna verticale a mezzo metro dalla mia nuca.
Figata.
(Ovviamente scotta in mano e pronto a poggiare, non sono così criminale)
La successiva poppa la faccio insieme a Luca Bonezzi che non mi distanzia tanto quanto temevo.
Altra figata.
La terza prova è decisamente peggiore: il vento diventa ballerino, prima poco poi cresce poi di nuovo poco, insomma non trova pace. Io rimango un po’ invischiato in partenza (ma in fondo neanche troppo) e soprattutto la prima bolina non ho il minimo passo: le onde sembrano più alte e più corte, comunque uno schifo. Giro la prima boa ultimo, e per tutto il resto della regata non riesco a migliorare il mio triste destino.
Tristezza.
A terra mi prendo il mio tempo per cercare di capire la mancanza di passo dell’ultima prova, non so forse orzavo troppo.
Comunque sia con questi parziali sono 14/20 non male per la prima giornata della prima regata e con lo scarto dovrei anche risalire un po’.
Non male davvero.
Dulcis in fundo scopro che questa magnificentissima classe velica è frequentata da persone abbienti e generose, che non mancano di improvvisare banchetti a base di salami (3 tipi) formaggi (4 tipi a diverse stagionature) pane, panelli tarallucci olive e altre bontà, annaffiate da un merlot e da strane birre pseudopolacche.
prendete e abbuffatevene tutti...
Mi sento in debito con loro perché non solo scrocco l’aperitivo, non solo perché nello scroccare mi devo presentare, ma soprattutto perché in un paio di prove gli sono anche arrivato davanti…ehm…