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martedì 28 aprile 2015

Raduno contender – due giorni fantastici

eccoci qui, qualche giorno di riposo dopo:
La storia è questa: il buon Ciccotti decide di fare tutto il possibile per promuovere la classe in zona (molto probabilmente perché ha bisogno di sparring partners per allenarsi…) e quindi organizza un bel raduno tecnico prima della prima regata nazionale, e lo organizza proprio da noi. Contenderisti provengono da ogni parte dell’italico stivale, da Riva del Garda, da Civitavecchia, da Fano, perfino da Giulianova. Io provengo da casa mia in bicicletta.
Il primo ad arrivare è Emilio Betta che in pratica si fa una settimana qui prima della regata. Fa una vita fantastica Emilio…
Mercoledì arrivano tutti gli altri e iniziamo a lavorare nel pomeriggio. Il programma della giornata è speed test bolina, poi speed test poppa poi manovre assai e poi miniregatine col gommone che fa da boa volante. Sul gommone c’è Davide, e avere un Davide sul gommone ti fa imparare davvero tanto.
A fine giornata scopro di avere fatto un miglioramento devastante di passo in bolina: mentre prima il distacco dalla flotta era misurabile in parsec, adesso parliamo di unità stellari standard.
Buono, molto buono.
ecco, appena mezza unità stellare standard!
Giovedì si replica, il vento è più o meno lo stesso del giorno prima: scirocco leggero a partire dal primo pomeriggio. La mattina la passiamo a fare lavoretti, piccole modifiche e lezione teorica sempre con Davide, un misto tra le rubriche “tutto quello che non avete mai osato chiedere” e “l’esperto risponde”.
Giovedì torniamo a terra con sensazioni piuttosto positive, un po’ tutti, chi per un motivo chi per un altro…io perché all’ultima regatina ho infilato Federico di poppa, ed è cosa buona e giusta.
Nel frattempo l’ottimo Marco Buontempo, momentaneamente privo di barca, ci segue dal gommone, fa un po’ da istruttore e un po’ da fotografo: in particolare fotografa balumine su balumine, per deformazione professionale.

Giovedì sera carichiamo, atto finale di questa due giorni e ci prepariamo a partire venerdì pomeriggio per la prima regata nazionale: a palla!

lunedì 27 aprile 2015

La lunga settimana del contender

Dell’ultima settimana, ho passato in pratica tutto il mio tempo libero sul contender.
Mercoledì e Giovedì: raduno con Davide Fontana a Pescara, qualcosa come 7 oree mezza in mare in due giorni, più una sessione a terra di teoria più un po’ di lavoretti preparatori per la prima regata nazionale.
Venerdì: si viaggia alla volta di Conerolandia
Sabato e domenica: regata nazionale appunto. Per me la prima in tutti i sensi…
Oggi: moribondezza  a pacchi, mi sento come un etto di macinato fine al posto delle gambe.


con calma inizio a raccontare, stay tuned

giovedì 6 ottobre 2011

L’adunanza – secondo giorno

 Il secondo giorno si apre con l’astuzia organizzativa dell’anno: delego alla MAMMA i panini. Lei si sveglia alle 6 meno un quarto per affettare, lei. Io mi sveglio alle 9 tonde tonde, carico tutte le bontà alimentari del caso e schizzo alla Lega come una faina incazzata (l’influenza di Mario inizia a farsi sentire…).Dopo la semicazziata di ieri, i marinaretti sono tutti più o meno in orario. Prima di andare in acqua ci godiamo i filmati di ieri, le nostre manovre, con i commenti degli istruttori. Alla voce “issata spi” si vedono nell’ordine (per compassione tacerò gli autori delle manovre):
  1. passaggio di boa largo, poggiata inconsistente, issata in tempi epici. Commento: “la regata è finita nel frattempo”
  2. Lunghi in layline, issata lenta lentissima. “questi vanno in Croazia, basta che poi si ricordano che la boa è qui”
  3. Prodiere fuori assetto, issata nei limiti della decenza. “prodiere a gambe aperte come un caimano, issata…mmh, va bene…(paragonata ai precedenti!)
  4. Passaggio nella norma, spi in ritardo, tangone sottovento (?!): “questi…cazz…vabbè, niente hanno fatto un’ invenzione. Carino però.”
Un caimano. Mi spiegate come fa ad aprire quelle gambette corte e tozze che si ritrova?
Indi poscia andiamo in mare, dove con vento un po’ minore id ieri (ma più onda incrociata pensa te che culo, il ginocchio ringrazia) facciamo esercizi di manovre a go go. Oggi è il giorno delle roll tack. Qualcuno rolla un po’ troppo e va in acqua, mavabbene…
E poi ancora issate, manovre , assetto e velocità.
Alla fine ci spariamo anche un paio di regatine, che in fin dei conti servono a farci divertire e tornare a terra felici e contenti, come nelle migliori favole. La regatina n°1 la facciamo con le partenze ad handicap per evitare che i leprotti (cioè noi) scappino via. Finiamo davanti di poco, cincishiamo un po’ sull’arrivo, io ho voglia di farmi una sparata al lasco ma a quanto pare non si può. Uff…
La seconda provetta partiamo alla regata maniera. Di bolina scopro con gioia che il distacco abissale si è ridotto, gli altri viaggiano con buon passo, tanto che di poppa, dove sbagliamo completamente bordo finiamo dietro Daniele e Cardoncello, ma pensa te!
Loro tornano a terra con dei sorrisi che vanno da orecchio a orecchio. Noi con la certezza che in alcune condizioni la barca di poppa non va, come a San Benedetto. Ci dovremo lavorare su.
Per fortuna che al circolo ci attende la mia dolcissima metà, dispensatrice di lietitudine e aperitivi, e tutto passa in secondo piano davanti a un bellini…

mercoledì 5 ottobre 2011

L’adunanza – primo giorno

La statua commemorativa del raduno, che regala l’immortalità ai coraggiosi timonieri e prodieri che con considerevole sforzo ed eroismo rialberano un 470
Con immane sforzo il Clarissimo delegato zonale (cioè il magnifico me) ha prodotto l’evento istruttivo dell’anno, ovvero un allenamento di classe (e che classe!) di due giorni, in cui ne abbiamo viste di tutti i colori.
Per un allenamento di classe ovviamente ho chiesto l’aiuto di istruttori di classe…
Roberto: istruttore 470 dei tempi gloriosi che furono, quando i barcopodi abruzzesi avevano un motivo d’essere nelle classifiche nazionali
Il prestigioso riconoscimento che ha conseguito questo pacato istruttore, conferito per la profonda competenza e sensibilità umana
Mario: motivo d’essere di cui sopra. Prodiere d’antan, poi monotipista di vario genere ed estrazione, e da ultimo mastro spinnakeraio sulla Strega reloaded. Uno che ne sa a pacchi, insomma, nonché autore di memorabili metafore.
due tipici leprotti della majella, si noti il muso pezzato del prodiere
La sera prima faccio tardi per preparare 314 panini con la mortadella, che serviranno per rifocillare le orde di velisti affamati che io, ottimista inguaribile, mi aspetto.
Appuntamento alle 9:30: io arrivo alle 8:30 in ansia organizzativa, con la macchina talmente mortadellata che mi affilano tutti i gatti del quartiere. Dopo questo raduno venderò la macchina senza far passare neanche un giorno...
Alcuni volenterosi si presentano verso le 10 meno un quarto, gli altri con comodo verso le 10:30, incluso il maledettissimo eurodormiente. Grrr grrr….Comunque, dispongo il disponibile (panini, boe gommone ecc ecc), organizzo l’organizzabile, esigo l’esigibile (Money!!) e mi godo lo spettacolo di ben 5 equipaggi indaffarati ad armare. Per i nostri standard è l’equivalente del Heineken Jammin festival della randa. Wow.
In acqua siamo fortunatissimi: sole caldo e vento a due cifre, si va che è uno zucchero. Facciamo più o meno tutti gli esercizi che ci vengono impartiti, gli istruttori di cui sopra fanno i salti mortali e si sgolano. Siamo bravissimi. Siamo tutti bravissimi. Se lo ripeto ancora una volta finisco col crederci…
Dopo 4 ore in mare, un panino e 36 issate questo è il bollettino della giornata: un ferito grave, un ammutinato, un disalberamento.
Poteva andare peggio.
Alla fine in mare siamo solo noi e i giuovinastri fraglia (ovvero dolcetto e fragliotta girl) gli altri sono tornati a terra sani e salvi chi più chi meno.
Due parole due debriefing (il bello ce lo teniamo per domattina) e poi ci mandano a casa…non proprio, alcuni vanno a casa altri vanno a fare sessione straordinaria di centratura barche, insomma di riffa e di raffa tiriamo finché è buio…dura la vita del radunante.